Fine dei bonus nel 2023: ma quali aiuti riceveranno le famiglie?

Dalla stretta al reddito di cittadinanza all'ampliamento dell'assegno unico familiare: la linea del governo Meloni per incentivare politiche attive del lavoro.

Famiglia (generica) - Foto di Pexels.com
Famiglia (generica) – Foto di Pexels.com

Se da un lato, nella legge di Bilancio ci sono una stretta al reddito di cittadinanza e il taglio di alcuni bonus, dall’altro il governo Meloni ha intenzione di spingere sulla natalità e prevede nuovi aiuti per le famiglie e per incentivare l’occupazione.

Assegno unico universale

Il primo provvedimento riguarda proprio le famiglie, potenziando l’Assegno unico familiare di circa il 7% per tutti e del 50% per quelle che hanno uno figlio entro il primo anno di età e un Isee entro i 40mila euro. Allo stesso modo viene potenziato per le famiglie che hanno almeno tre figli, ma con il requisito del quoziente familiare.

Cos’è il quoziente familiare

Si tratta di un nuovo calcolo del reddito che non fa riferimento all’Isee, ma al reddito complessivo del nucleo familiare per il numero dei suoi componenti. Quest’ultimo tiene conto solo dei redditi della famiglia e non anche della composizione del patrimonio familiare.

Il Bonus nido

Oltre all’assegno unico familiare arriva anche il Bonus nido, che è confermato per tutto il 2023.

Carta risparmio spesa

Per le famiglie senza figli ma con un Isee entro i 15mila euro, la legge di Bilancio prevede la Carta risparmio spesa. Si tratta di una cifra per coprire le spese fondamentali della famiglia.

Il vero tema è il lavoro

L’obiettivo del governo Meloni però, è permettere a chi è abile al lavoro, di trovare un impiego. I percettori del reddito di cittadinanza che possono lavorare infatti, percepiranno l’assegno per altri 7 mesi, durante i quali dovranno frequentare dei corsi di formazione ed accettare la prima offerta di lavoro anche se non congrua, pena la perdita del sussidio.

Il concetto di congruo verrà stabilito successivamente. Per incentivare le assunzioni sono previsti sgravi contributivi nei confronti delle imprese che assumeranno i giovani e i percettori di rdc a tempo indeterminato e il taglio di 1 punto del cuneo fiscale per le aziende (2 per i dipendenti).