Sinisa Mihajlovic è morto oggi, all’età di 53 anni, a causa di una leucemia mieloide acuta che il campione scoprì nel 2019 – quasi per caso – dopo una sessione di padel. Il suo ricordo è però più vivo che mai: si può dire praticamente immortale. Tanti sono i segni indelebili che il campione serbo ha lasciato in qualunque squadra abbia militato, sia da giocatore che da allenatore. In ogni piazza, Mihajlovic si è sempre fatto ben volere grazie al suo carisma e alle sue innate doti da leader. Da Genova a Milano, da Roma a Bologna: in Italia il nome di Mihajlovic ha lasciato il segno su intere generazioni di calciatori e tifosi.

Mihajlovic, bandiera Serbia

Prova ne sia, fra le tante, una testimonianza commovente che risale a settembre scorso. Sinisa era già stato esonerato dalla panchina del Bologna. Si trovava, però, nel capoluogo emiliano in visita, alloggiando in un albergo sotto le Due Torri. I tifosi della curva Bulgarelli, la più accesa della squadra emiliana, si erano fatti trovare sotto l’hotel per omaggiare Mihajlovic di una targa e di una bandiera della Serbia. Un modo per dimostrare gratitudine e vicinanza dopo le stagioni sulla panchina Rossoblu. Lo stesso Mihajlovic, dal carattere storicamente riservato, non nascose l’emozione nel vedere quell’omaggio che gli era stato tributato con tanto di cori di incitamento.

Mihajlovic, il regalo dei tifosi del Bologna: un ricordo indelebile

Mihajlovic era ricoverato di nuovo da domenica scorsa per un aggravarsi delle sue condizioni, ma nessuno si sarebbe aspettato un epilogo del genere. La sua ultima uscita pubblica una decina di giorni fa per la presentazione di un libro di Zdenek Zeman: altro grande personaggio che ha segnato, a suo modo, il calcio italiano. Senza compromessi e senza troppi peli sulla lingua. Due caratteri affini, uno dalla Serbia e l’altro dalla Boemia. Un campione, Sinisa Mihajlovic, che resterà nel cuore di tutti gli appassionati di calcio.