Cuneo fiscale, Squeri (FI) a iNews24: “D’accordo con Bonomi, serve intervento choc, ma è dettato dalle risorse disponibili”

Luca Squeri - Foto di Ansa Foto
Luca Squeri – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Luca Squeri, deputato e responsabile nazionale del Dipartimento Energia di Forza Italia, sulla manovra di bilancio che verrà varata questa sera, lunedì 21 novembre dal Consiglio dei ministri.

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha dichiarato che nella manovra fiscale manca un “intervento choc”.
Sicuramente nel programma di questa maggioranza c’è l’intenzione di metter mano al cuneo fiscale, che è uno dei problemi che attanaglia il portafoglio dei lavoratori e i costi delle imprese. È un intervento da fare perché darebbe slancio ai consumi e alle retribuzioni. Ma non si può fare tutto subito. La manovra verrà fatta in parte con lo scostamento di bilancio approvato dal Parlamento nelle scorse settimane, che sarà destinato a contrastare il caro-bollette. Restano poi una decina di miliardi circa che sono da andare a trovare guardando le minori uscite, le maggiori entrate, la spending review dei vari ministeri e mettendo mano al reddito di cittadinanza. Nonostante ciò, la manovra prevede comune un ritocco al cuneo fiscale per i lavoratori fino a un certo reddito. Non ci sarà l’intervento choc che vorrebbe Bonomi, e che tra l’altro vuole anche la maggioranza. Ma è un intervento dettato dalle risorse disponibili”;

Non ci sarà nemmeno la rivoluzione del sistema pensionistico.
Non è una rivoluzione perché in questo momento bisogna stare molto attenti con i conti. Nella manovra c’è un segnale: si mette mano al tema. Ma non ritengo che anche questa sia una delle priorità da affrontare ora, perché prima ce ne sono altre più importanti. Siccome la maggioranza è fatta di forze politiche eterogenee, è giusto prestare attenzione, dove si può, alle istanze dei singoli partiti”;

L’intervento sul caro-bollette sarà valido fino a marzo. Cosa succederà dopo?
Bella domanda. Intanto mettiamo in sicurezza i conti e stabilizziamo la situazione fino a marzo, perché è necessario. I segnali che arrivano dal punto di vista economico e geopolitici sono confortanti: la situazione non dovrebbe peggiorare. Dobbiamo sperare e operare affinché questi segnali diventino atti concreti. Il costo dell’energia non sta aumentando e si sta stabilizzando. Dal punto di vista della crisi russo-ucraina, ci sono ancora i combattimenti in corso, ma arrivano segnali da entrambe le parti. Sotto il pressing dell’Alleanza Atlantico si sta avviando un percorso verso il confronto che si spera possa portare al più presto alla fine dei combattimenti e ai negoziati”;

Alcuni deputati della Lega hanno presentato una proposta di legge che prevede un bonus fino a 20mila euro per chi si sposa in chiesa. Dopo le polemiche poi, hanno precisato che sarebbe indirizzato a tutti i matrimoni.
Non scherziamo. Assolutamente è un’iniziativa non condivisibile. Se bisogna utilizzare risorse per la famiglia – e sono convinto che vada fatto – non è per i matrimoni. Pensiamo ad esempio a un bonus bebè. Ma non dobbiamo convincere le coppie a sposarsi perché il matrimonio costa di meno. Non è questa la priorità e non condivido per nulla questa iniziativa”.