Canone Rai in bolletta, occhio alla fregatura: può succedere anche a voi!

Potreste essere vittima di un errore grossolano nell’adempimento del Canone Rai, all’interno delle bollette di luce e gas durante l’anno

Quando si parla di Canone Rai, i cittadini italiani sono molto spesso delusi ed impauriti. Quella per la televisione pubblica resta una delle tassazioni più odiate da sempre, perché poco giustificata e anche piuttosto onerosa.

canone rai
Il canone Rai in bolletta (web source)

Dal 2016 il Canone Rai viene erogato all’interno delle bollette di luce e gas. Una trovata del Governo Renzi, che ha di fatto abbassato l’importo annuale (da 113 a 90 euro), ma allo stesso tempo ha reso più pesanti le bollette con l’intento di evitare l’evasione fiscale del canone.

Ma arriva un avvertimento importante per tutti i consumatori. Urge fare attenzione al reale importo annuale del Canone Rai. Non mancano infatti le sviste da parte di chi lo eroga, sia a livello di costo generale, sia per chi dovrebbe essere esente dal pagamento.

Occhio all’importo del Canone Rai: potreste pagare più del dovuto

Il rischio serio, già capitato a diverse persone, è che l’Agenzia delle Entrate assieme ai fornitori di luce e gas compilino una bolletta più salata del previsto, proprio per l’errata maggiorazione del Canone Rai.

Come detto, il canone televisivo costa per tutti i cittadini 90 euro annui, spalmati sulle varie utenze energetiche. Il nostro consiglio è di contare precisamente di volta in volta quanto è l’importo inserito in bolletta per la Rai. Non è da escludere che possano esserci degli errori e siate costretti a pagare più del dovuto.

Contributo bonus
soldi euro (via Pixabay)

In questo caso va fatto reclamo all’Agenzia delle Entrate, dimostrando tramite le bollette di aver pagato più del previsto e chiedere dunque un rimborso automatico. Non solo: a volte gli errori colpiscono anche i cittadini che meritano l’esenzione dal Canone Rai e che hanno fatto già apposita richiesta.

Ad esempio persone con disabilità conclamata ed i loro accompagnatori, oppure consumatori superiori ai 75 anni di età con un reddito annuale non sopra gli otto mila euro. In caso di addebito in bolletta della cifra per il canone, dovranno anche loro chiedere rettifica all’Agenzia e farsi restituire i soldi giustamente richiesti nelle utenze.