Nobel per la Medicina 2022 all’archeologo dell’evoluzione umana

Nato il 20 aprile 1995 a Stoccolma, lo scienziato può essere considerato un "archeologo del Dna", ed ha il merito di aver aperto un nuovo campo della ricerca, la paleogenomica. 

Svante Paabo - Foto di Ansa Foto
Svante Paabo – Foto di Ansa Foto

Il Premio Nobel per la Medicina 2022 è stato assegnato allo svedese Svante Paabo, 67 anni, per le sue scoperte sul genoma degli ominidi.

Allo studioso è stato riconosciuto il merito di avere affrontato con nuove armi una delle più grandi sfide scientifiche contemporanee. È stato infatti, il primo a portare la genetica nel campo della paleontologia, che prima si era sempre basata sullo studio di fossili o antichi manufatti.

Grazie alle nuove tecnologie, Paabo è stato tra i pionieri dell’estrazione del dna dai fossili e della sua analisi.

Nato il 20 aprile 1995 a Stoccolma, lo scienziato può essere considerato un “archeologo del Dna”, ed ha il merito di aver aperto un nuovo campo della ricerca, la paleogenomica.

Proprio a Paabo si deve il merito di aver analizzato il dna dei Neanderthal, che ha rivelato che l’Homo sapiens si è incrociato con i Neanderthal e che alcuni geni di questi ultimi sono ancora presenti nel genoma di quasi tutte le popolazioni contemporanee.

Sempre a Paabo va il merito della scoperta di un’antica popolazione umana, i Denisovani, anch’essi incrociati con l’Homo sapiens circa 70mila anni fa. Il punto di partenza per ricostruirne la storia è stato un frammento osseo trovato nello grotta dei Monti Altai.