Gas, il piano Ue contro il caro-energia: Germania e Von Der Leyen a favore della proposta italiana

Il 9 settembre è previsto il Consiglio dei ministri dell'energia. Il prezzo del gas è cominciato a scendere a 272 euro.

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Ursula Von Der Leyen – Foto di Ansa Foto

Dobbiamo prepararci a una potenziale interruzione totale del gas russo”. Questo l’avvertimento di Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione europea, che ribadisce l’urgenza di ricorrere a misure per liberarsi dalla dipendenza da Mosca.

Stiamo diversificando i nostri fornitori alla velocità della luce: la fornitura di gas da fonti diverse dalla Russia è aumentata di 31 miliardi di metri cubi da gennaio di quest’anno e questo compensa i tagli russi. Stiamo anche riducendo in modo sostanziale il nostro fabbisogno di gas importato e per questo abbiamo chiesto agli Stati membri di ridurre il consumo di gas del 15%”. 

L’Ue lavora a tutta velocità a un intervento di emergenza per una riforma strutturale del mercato, in modo da trovare un modo per contenere i prezzi. Tra le ipotesi torna quella del price cap, il tetto al prezzo del gas importato, e anche quella del decoupling del prezzo sui mercati all’ingrosso.

Dobbiamo fare una riforma strutturale di ampia portata del mercato dell’elettricità. Questo all’inizio del prossimo anno”, aggiunge Von Der Leyen, parlando al ministero dell’Economia a Berlino. “Abbiamo bisogno di uno strumento di emergenza che agisca più rapidamente. Stiamo parlando di settimane”. 

L’apertura della Germania al price cap

Intanto il 9 settembre è previsto il Consiglio dei ministri dell’energia. Il prezzo del gas è cominciato a scendere a 272 euro e la Germania sta mostrando un’apertura alla proposta italiana del price cap. Prima si era sempre opposta, insieme con l’Olanda. Austria e Belgio nei giorni scorsi hanno dichiarato di essere disponibili al tetto al prezzo del gas.

Gas, Von Der Leyen: “Il modo migliore è l’energia green”

In definitiva il modo migliore per sbarazzarsi dei combustibili fossili è accelerare la nostra transizione verso fonti energetiche verdi. Ogni chilowattora di elettricità che l’Europa genera da energia solare, eolica, idroelettrica, da biomasse, dal geotermico o dall’idrogeno verde ci rende meno dipendenti dal gas russo. Oggi il prezzo dell’energia solare ed eolica è più conveniente dei combustibili fossili inquinanti. Ecco perché, con la nostra RePowerEu investiremo fino a 300 miliardi di euro per accelerare la svolta verde”. 

È attesa per il 28 settembre una comunicazione della Commissione europea in cui Bruxelles potrebbe indicare i prossimi passi per la solidarietà energetica Ue da lasciar decidere ai capi di Stato e di governo nella riunione di fine ottobre.