Doppio mandato, Zucconi (FdI) a iNews24: “Se nel M5S sono coerenti, vadano a casa”

Sulla premiership: "Rivendichiamo lo stesso criterio che abbiamo riconosciuto in passato a Berlusconi e Salvini. Metterlo in discussione sarebbe una mancanza di buonsenso".

Riccardo Zucconi - Foto di Ansa Foto
Riccardo Zucconi – Foto di Ansa Foto

“La regola dei due mandati a me sembra populista. Ma di quel populismo e di quella propaganda che poi si scontra con la realtà. Tant’è che proprio sulla base della regola dei due mandati, chi aveva paura di perdere la poltrona ha lasciato il Movimento”. In un’intervista a iNews24, Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia, sul doppio mandato del M5S: “Chi è rimasto tenta di avere deroghe di qualche tipo. Se quelli che sono rimasti nei 5S vogliono essere coerenti, siccome hanno sottoscritto i due mandati, vadano a casa”.

Nel centrodestra ci sono due nodi da sciogliere: il primo è la premiership, poi ci sono i collegi uninominali. E sono questi gli argomenti del vertice di oggi, mercoledì 27 luglio. 
Com’è stato fatto nel 2018, anche adesso, il buon senso e i cittadini chiedono di trovare un accordo di massima innanzitutto sui programmi, che questa volta sono importantissimi. Dobbiamo fare una legge di bilancio ed affrontare un’emergenza energetica, una lavorativa e c’è la guerra. C’è un rivolgimento internazionale importante e dobbiamo cercare di agire attraverso l’Europa e le riforme in Italia. Dopo le sfortunate esperienze dei vari governi che si sono succeduti in questa legislatura, tutti abbiamo maturato la convinzione che ci debba essere un programma unitario dei partiti di centrodestra. Questo poi, si deve realizzare anche concretamente con una scelta di rappresentanza nei collegi”;

E cosa dice della premiership? Se non si raggiungesse questo accordo Giorgia Meloni potrebbe decidere di non correre col centrodestra in campagna elettorale?
“Credo che nel 2018 ci sia stato un giusto riconoscimento per tutti in base ai consensi dimostrati. Anche oggi i trend sono quelli: è certo che il partito e la leader che ha dimostrato di avere maggiore consenso si chiama Giorgia Meloni e questo non è contestabile. Sono fiducioso che al di là delle prese di posizione sui giornali e prima degli incontri, questo possa essere riconosciuto. Poi tra noi parlamentari e dirigenti di partito non abbiamo alcun dubbio di riuscire a formare delle liste elettorali con candidati seri e di livello. Siamo fiduciosi che anche gli alleati del centrodestra capiranno le nostre osservazioni e sul risultato delle elezioni. Segnaliamo però, che privarsi di una figura di spicco che ha così tanti consensi a livello nazionale sarebbe un danno”;

Il centrodestra quindi è unito.
Oggi in Aula abbiamo votato un mio emendamento soppressivo al Dl Semplificazioni sulla sanatoria degli immigrati clandestini e il centrodestra si è dimostrato compatto senza polemiche. Questo vuol dire che nei contenuti siamo già sulla strada buona. E non sarà una piccola differenza tra un collegio e l’altro a fermare questo processo. Rivendichiamo però, lo stesso criterio che abbiamo riconosciuto in passato a Berlusconi e Salvini. Metterlo in discussione sarebbe una mancanza di buonsenso”;

Forza Italia continua a perdere consensi.
Noi abbiamo vissuto crisi che a volte possono attanagliare questo o quel partito. Il M5S è stato esemplare in questo: si è smembrato in vari rivoli con abbandoni e anche Fratelli d’Italia ha avuto nuovi ingressi di persone che corrispondevano alle nostre caratteristiche e valori. Mi auguro che anche Forza Italia riesca ad arginare questo dissesto. L’interesse di FdI è che il centrodestra possa correre insieme ed essere rappresentativo”;

Nel Movimento 5 Stelle c’è un dibattito sul doppio mandato. Grillo nei giorni scorsi ha chiesto che diventi legge.
Io apprezzo molto la competenza e l’esperienza nelle persone. La regola dei due mandati a me sembra populista. Ma di quel populismo e di quella propaganda che poi si scontra con la realtà. Tant’è che proprio sulla base della regola dei due mandati, chi aveva paura di perdere la poltrona ha lasciato il Movimento. E chi è rimasto tenta di avere deroghe di qualche tipo. Se quelli che sono rimasti nei 5S vogliono essere coerenti, siccome hanno sottoscritto i due mandati, vadano a casa”;

Enrico Letta ha detto no al M5S alle elezioni. Il suo no sarà tale anche dopo il voto, in Parlamento?
Il M5S è vagamente di sinistra ma forse non l’hanno capito nemmeno loro. E questa è la cosa più dannosa. Intanto vediamo quanto consenso residuo gli è rimasto, ma non è un problema che ci poniamo. Il Movimento 5 Stelle è sempre stato funzionale alla sinistra e sarà un problema di Enrico Letta, se vorrà essere coerente anche lui o se, dopo la caduta del Governo non andrà in coalizione con loro”.