Boris Johnson si dimette: “Sono triste, ma nessuno è indispensabile”

Il primo ministro britannico lascia Downing Street dopo la fuga di 60 ministri e altri membri del governo. L'addio però non sarà immediato: resterà in carica fino a che non sarà eletto il nuovo premier, probabilmente in autunno: "Sono triste di dover lasciare il migliore lavoro al mondo."

Alla fine le dimissioni sono arrivate: il primo ministro britannico Boris Johnson è costretto a lasciare Downing Street dopo la fuga di 60 tra ministri e membri del governo. Alla base dello strappo ci sono una serie di scandali che hanno travolto il governo negli ultimi mesi. A partire dal famigerato Partygate, quando Johnson stesso fu multato per le feste date durante il primo lockdown proprio nelle stanze di Downing Street. I media britannici, all’epoca, pubblicarono le foto di Johnson che brindava con i suoi commensali in piena pandemia covid-19, nel novembre 2020. Periodo in cui in Inghilterra, come in svariate altre parti del mondo, le restrizioni anti-contagio vietavano di creare assembramenti (e quindi feste) anche in case private.

Il caso Pincher e gli attacchi a Johnson

Altro caso fu quello di Cristopher Pincher, responsabile parlamentare del gruppo Tory. Pincher fu infatti accusato di aver molestato due giovani attivisti conservatori durante una serata in club di Londra mentre, come riferiscono alcuni testimoni, era visibilmente ubriaco. Johnson, si disse all’epoca, era ben consapevole dei comportamenti assunti da Pincher e non avrebbe fatto nulla per rimuoverlo dal suo importante incarico. Il leader dei Tories ha così rassegnato le sue dimissioni, anche se non avranno effetto immediato. Johnson lascerà Downing Street solo nel momento in cui sarà scelto il successore, probabilmente con le elezioni di autunno. “Abbiamo attraversato una pandemia, prodotto un vaccino in tempi rapidissimi, siamo stati i primi a uscire dal lockdown e ora a sostenere l’Ucraina”, ha sostenuto Johnson in conferenza stamopa.

“In politica nessuno è indispensabile”

Per poi proseguire: “Negli ultimi giorni ho cercato di persuadere i miei colleghi sul fatto che non avesse senso creare un nuovo governo in un momento come questo, in cui stiamo ottenendo così tanto, e con un mandato così grande. Ma come abbiamo visto in politica nessuno è indispensabile e il nostro sistema avrà presto un nuovo leader in questi tempi difficili. A lui o lei dico: avrai tutto il mio supporto. Sono triste di dover lasciare il miglior lavoro del mondo“. “È chiaro ora che la volontà del partito conservatore è quella di avere un nuovo leader e quindi un nuovo primo ministro. Penso che il processo per trovare un nuovo leader debba cominciare adesso. Grazie a tutti per il mandato, se ho combattuto così tanto in queste ore è perché sentivo un dovere verso tutti voi che mi avete votato”.