Casa di riposo degli orrori: anziano morto e ospiti maltrattati, 5 arresti a Reggio Calabria

Fragili e abbandonati, i pazienti spesso erano convinti di parlare con i loro familiari, mentre dall'altra parte del telefono c'erano i dipendenti della struttura che li ospitava. 

Inchiesta Nas casa di riposo Reggio Calabria - Foto di Ansa Foto
Inchiesta Nas casa di riposo Reggio Calabria – Foto di Ansa Foto

I carabinieri dei Nas di Reggio Calabria hanno arrestato cinque persone ritenute coinvolte nella malagestione di una casa di riposo abusiva per anziani.

Le indagini sono cominciate a gennaio del 2021, in seguito alla denuncia di una donna il cui marito, affetto da una malattia neurodegenerativa, era morto dopo un periodo di degenza nella struttura.

Durante i quattro mesi di intercettazioni telefoniche, acquisizioni e analisi di cartelle cliniche e ispezioni igienico-sanitarie, pedinamenti e osservazioni, i militari dell’Arma, coordinati dalla locale Procura, hanno avuto modo di costatare particolari raccapriccianti.

Cosa succedeva nella casa di riposo

Anziani costretti a mangiare cibo avariato, chiusi nelle loro stanze e abbandonati per ore tra i loro stessi escrementi. In alcuni casi venivano sedati per renderli più facilmente gestibili alla presenza di un unico operatore per tanti posti letto occupati.

Fragili e abbandonati, i pazienti spesso erano convinti di parlare con i loro familiari, mentre dall’altra parte del telefono c’erano i dipendenti della struttura che li ospitava.

Gli inquirenti ipotizzano che i maltrattamenti e l’abbandono subiti avrebbero causato il peggioramento irreversibile della salute degli anziani, fino a provocare la morte dell’anziano.

Gli ospiti della casa di risposo abusiva erano 15, ed erano tutti affetti da gravi patologie e non autosufficienti. Oltre ad essere malnutriti, secondo gli inquirenti, erano costretti al freddo a causa della mancanza di riscaldamenti e acqua calda, in ambienti privi di abbattimenti architettonicho. Inoltre gli sarebbero stati somministrati medicinali, psicofarmaci inclusi, senza un precedente consulto medico. Tra questi l’Entumun, un sedativo. Per questa ragione agli indagati viene contestato anche l’esercizio abusivo della professione sanitaria.

I reati contestati

I titolari della casa di riposo, in concorso con la cuoca e un’altra dipendente, sono indagati per il reato di epidemia colposa perché, con le loro condotte omissive e negligenti, avrebbero agevolato il propagarsi di un focolaio di Covid tra gli ospiti, cercando in tutti i modi di nascondere i contagli agli altri dipendenti, ai familiari delle vittime, alla Prefettura e all’Asl di Reggio Calabria. L’intervento dei Nas è stato necessario per avviare le misure contenitive e di cura.

Altri due dipendenti sono indagati per sostituzione di persona, perché, come avrebbero dimostrato le intercettazioni telefoniche, avrebbero fatto credere a un’anziana che voleva andare via, di parlare al telefono col figlio che la rassicurava sulla “buona qualità” dell’assistenza degli operatori.

Tra gli indagati c’è anche una geometra, che è stata denunciata in stato di libertà per il reato di falsità ideologica. La donna avrebbe attestato falsamente la presenza, nello stabile, di 4 distinte case-famiglia che rispettavano i requisiti minimi strutturali.

L’intera struttura è stata sequestrata e gli anziani sono stati trasferiti dai familiari o in altre strutture sociosanitarie individuate dai carabinieri e dei servizi sociali del Comune di Reggio Calabria.