La terra dei fuochi continua a bruciare. La vasta area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta, ogni estate, si trasforma in un enorme inceneritore di rifiuti tossici a cielo aperto. Questa volta ad andare a fuoco sono pneumatici, guaine, materiali di risulta di lavorazioni industriali abusive. Un quadro sempre uguale a se stesso che ormai da tempo mina la salute degli abitanti di questa zona. Siamo a Caivano, nei pressi del rione popolare del Parco Verde, all’uscita dell’asse mediano direzione Nola-Villa Literno. Vicino al luogo dell’incendio c’è anche un deposito di auto.

Il video è stato girato da Frattamaggiore dal medico, attivista ambientale ed ex consigliere comunale Luigi Costanzo. Dalle immagini, si nota come l’immensa colonna di fumo nero sovrasti totalmente le zone residenziali spingendosi verso i comuni limitrofi: la stessa Frattamaggiore, Frattaminore, Crispano, Orta di Atella. La fascia urbana che cinge la periferia Nord di Napoli è difatti un grande agglomerato urbano senza soluzione di continuità: gli edifici si susseguono Comune dopo Comune, con pochissime fasce verdi che separano i rispettivi territori.

Come rilevato dallo stesso Costanzo all’interno del video, un incendio che interessa un singolo Comune arriva, ben presto, a interessare anche tutti gli altri. Nella cosiddetta terra dei fuochi, il problema dei roghi è ormai una costante. Ad andare in fumo sono, come in questo caso, quei materiali di risulta di lavorazioni industriali non tracciate. Spesso, chi deve disfarsi di tali materiali lo fa sversandoli nelle campagne e dando loro fuoco, di modo che non resti traccia. L’intensa colonna di fumo nero sta ricoprendo la lunga strada dell’asse mediano che dai margini della provincia di Caserta conduce fino a Napoli.