La “guerra economica” a Putin dell’Occidente e la posizione della Cina

Pechino da un lato cerca di evitare di sfidare Usa e Unione europea non acquistando più gas e petrolio russi, dall'altro considera l'embargo "illegale, inutile e dannoso". 

Xi Jinping - Foto di Ansa Foto
Xi Jinping – Foto di Ansa Foto

È appurato che la Cina non voglia sconfessare l’amicizia politica con Vladimir Putin. Ma l‘Europa e gli Usa premono affinché Pechino almeno non aiuti Mosca ad aggirare le sanzioni economiche e militari.

La posizione di Pechino è duplice. Da un lato cerca di evitare di sfidare Usa e Unione europea non acquistando più gas e petrolio russi, dall’altro considera l’embargo “illegale, inutile e dannoso”. 

Reuters: Pechino onora i contratti in essere ma non ne stipula di nuovi

In questi giorni in Occidente è sempre più diffusa la notizia della possibilità che la Russia si diriga verso il mercato cinese prima, su quello indiano poi, per vendere le forniture di gas e petrolio a prezzo scontato. La richiesta di Mosca è che la Cina non colmi il buco aumentando la domanda. All’agenzia Reuters risulta che i grandi gruppi petroliferi cinesi stanno onorando i contratti già in atto con Mosca, ma stiano evitando di sottoscriverne di nuovi, nonostante l’offerta di sconti.

Cosa succederà dopo la crisi Covid in Cina?

Gli analisti però, fanno notare che al momento la Cina non ha bisogno di accrescere le forniture di idrocarburi perché l’attività industriale ha rallentato a causa del Covid-19 che ha nuovamente aggredito la Cina. Ma quando la produzione riprenderà, se i raffinatori cinesi si rivolgessero ad altri fornitori, rispettando la richiesta occidentale di non aiutare la Russia, i prezzi internazionali salirebbero ancora. La “neutralità economica” di Pechino, scrive il Corriere della Sera, avrebbe un prezzo per l’Europa.

C’è anche un altro dato: la Cina ha cominciato a pagare carbone e greggio russo in yuan. Da tempo Pechino cerca di inserire la moneta cinese come alternativa al dollaro nei commerci internazionali.