Perché la crisi in Ucraina preoccupa tutto il mondo

L’Europa corre ai ripari temendo rappresaglie nelle forniture di gas (quelle russe sono il 40% del fabbisogno mondiale) e attacchi ai sistemi informatici. Le diplomazie continuano a trattare tra Parigi e Bruxelles, per evitare un tracollo energetico in tutta Europa. 

Ucraina: Baerbock, la Russia aumenta le attività militari - Foto di Ansa Foto
Ucraina: Baerbock, la Russia aumenta le attività militari – Foto di Ansa Foto

Un dialogo esigente e lucido”. È la promessa di Emmanuel Macron che ha invitato il presidente russo Vladimir Putin a sentirsi al telefono venerdì mattina. L’obiettivo della chiamata, come ha precisato il premier francese ieri a Berlino accanto al cancelliere Olaf Scholz, è “fare il punto insieme della situazione, avviare un dialogo esigente, ottenere chiarimenti” sulla questione Ucraina. Ma oltreoceano i toni sono ben altri. Il presidente Usa Joe Biden ha annunciato: “Potremo muovere delle truppe a breve” anche se ha escluso “un impiego di militari americani della Nato in Ucraina” ed ha avanzato l’ipotesi di considerare “sanzioni personali” contro Putin mentre alla Casa Bianca ritengono che “il pericolo sia imminente”. 

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Il tracollo energetico

Intanto sono in corso grandi manovre militari a Est, mentre sale la tensione legata a una possibile invasione della Russia in Ucraina. L’Europa corre ai ripari temendo rappresaglie nelle forniture di gas (quelle russe sono il 40% del fabbisogno mondiale) e attacchi ai sistemi informatici. Le diplomazie continuano a trattare tra Parigi e Bruxelles, per evitare un tracollo energetico in tutta Europa. 

Borse europee in calo e allerta massima tra i leader occidentali

I Paesi della Nato hanno inviato navi e caccia sul fronte orientale “per rafforzare la nostra capacità di deterrenza e di difesa, mentre la Russia continua ad aumentare la propria presenza militare denterò e fuori l’Ucraina”. Le borse europee sono in calo e il clima di guerra crea massima allerta tra i leader occidentali. 

Al termine dell’ennesima giornata difficile anche sul campo, con esercitazioni delle truppe corazzate in Crimea e manovre ai confini ucraini, Macron vuole assicurare all’Europa un ruolo di mediatrice, capace di risolvere la vicenda con diplomazia. D’accordo con lui Scholz: “De-escalation” è la parola d’ordine, secondo il cancelliere tedesco. 

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La posizione della Russia è solo l’ultima di un conflitto nato anni fa: le cause

La situazione diventa ancor più pesante perché rievoca il ricordo della Guerra Fredda tra Whashington e Mosca. L’attuale posizione russa è solo l’ultima di un conflitto nato tra il 2013 e il 2014, quando il Cremlino mosse le truppe per invadere la Crimea, penisola ucraina che permetterebbe all Russia di avere uno sbocco sul mare. 

Nel 2013, Putin ha sfruttato un momento di caos politico nel Paese, quando l’allora presidente filo-russo Viktor Yanukovich rifiutò un accordo per raggiungere una maggiore integrazione economica con l’Ue, generando il malcontento dei cittadini che scesero in piazza a protestare in modo anche violento. Il presidente fu costretto alla fuga.

Nello stesso anno, durante l’invasione della Crimea, ci fu la crisi in Donbass, regione orientale dell’Ucraina, dove persiste un conflitto da otto anni tra le due repubbliche autoproclamate indipendenti e filo-russe, Donetsk e Luhansk. Alla base della tensione tra Russia e Ucraina c’è un mancato negoziato per risolvere il conflitto nella regione orientale dell’Ucraina.

Mosca non invia sostegni militari alle due repubbliche autoproclamare, ma Kiev crede che la Russia sia coinvolta che caos del Donbass. Mosca chiede il rispetto degli accordi di Minsk del 2015 che prevedono la concessione di uno status speciale alle regioni separatiste, ovvero le elezioni locali, che garantirebbero il controllo di Kiev sul confine tra Russia e Ucraina. 

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Il presidente Zelensky ha strizzato l’occhio all’occidente per accaparrarsi consensi dei cittadini ucraini. Il suo obiettivo è far entrare Kiev nell’Alleanza nordatlantica. La decisione non piace a Mosca, che chiede la garanzia che l’Ucraina non aderisca mai alla Nato. 

La posizione degli Stati Uniti d’America

Dal canto loro, Gli Usa ritengono inaccettabile la pretesa di Putin ed hanno chiesto alla Russia di ritirarsi dai confini ucraini. Al momento, l’Occidente è preoccupato per le esercitazioni militari che Putin sta organizzando nel Mediterraneo e nella vicina Bielorussia, che confina non solo con l’Ucraina, ma anche con Polonia, Lituania e Lettonia, membri della Nato. Né gli Usa ne la Russia intendono fare un passo indietro. Putin ha chiesto alla Nato di ritirare le truppe da Bulgaria, Romania e dagli altri Stati ex comunisti dell’Europa orientale. Gli Usa chiedono invece il ritiro dei russi dal confine orientale ucraino e sta intensificando la consegna di armi a Kiev per difendersi. 

Il ruolo della Germania

La Germania gioca un ruolo cruciale nella situazione. Whashington chiede a Berlino di bloccare il progetto del gasdotto naturale di Gazprom. In Germania il partito dei Verdi rifiuta il progetto, e Scholz sembra non volerli scontentare e sta intimando a Putin una sanzione economica. Berlino finora non ha inviato le armi all’Ucraina.