Covid: la pandemia rallenta in Italia. Quali sono le Regioni a rischio zona arancione

Intanto è ancora in corso il dibattito sulla questione delle fasce a colore, con la richiesta da parte delle Regioni di superare il meccanismo dei posti in ospedale o limitandosi solo al mantenimento della zona rossa.

Pandemia Covid-19 (archivio) - Foto di Ansa Foto
Pandemia Covid-19 (archivio) – Foto di Ansa Foto

La pandemia rallenta in Italia. Il report settimanale dell’Istituto superiore di sanità registra un calo a 1,31, mentre resta stabile il tasso di occupazione in terapia intensiva che è al 17,3% (dato di ieri, 20 gennaio), rispetto al 17,5% del 13 gennaio. L’occupazione dell’area medica sale al 31,6% rispetto al 27,1% del 13 gennaio. 

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Incidenza più alta in Italia a Bolzano

La città di Bolzano registra il più alto valore dell’incidenza in Italia, pari a 3.468,7, in crescita rispetto a 2.538 della settimana scorsa, a fronte del valore nazionale di 2.011 (periodo 14-20 gennaio). Come riporta l’Ansa, subito dopo c’è Trento con 2.797,2 rispetto a 2.715,9 della settimana scorsa e l’Emilia Romagna con 2.797,2 contro i 2.783,7 di una settimana fa. Il numero più basso si registra invece in Sardegna, con 594,6, valore comunque in crescita rispetto a 553,7 della settimana scorsa.

Le Regioni a rischio zona arancione: Speranza firmerà oggi l’ordinanza

Le Regioni a rischio zona arancione sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sicilia, Liguria, Marche e la provincia di Trento ad un solo punto percentuale dal superamento della soglia critica nelle terapie intensive e nei reparti ordinati. Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà oggi l’ordinanza. 

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Dibattito ancora in corso sulla questione delle fasce a colore

Intanto è ancora in corso il dibattito sulla questione delle fasce a colore, con la richiesta da parte delle Regioni di superare il meccanismo dei posti in ospedale o limitandosi solo al mantenimento della zona rossa. “Oggi con l’estensione del Green pass sostanzialmente superiamo quella che era una divisione a colori che introduceva limitazioni generalizzate per tutti i cittadini. È iniziato questo percorso con le Regioni e confido che nelle prossime settimane di possa arrivare a una condivisione. Fermo restando che la zona rossa, per le altre zone, credo che il sistema del Green pass sia più puntuale”, ha affermato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, a Radio Anch’io su Radio 1. 

Slittata ad oggi la firma del nuovo Dpcm con la lista dei negozi esentati dall’obbligo del Green pass

La firma del nuovo Dpcm del premier Mario Draghi, è slittata ad oggi (qui la bozza) con la lista dei negozi esentati dall’obbligo del Green pass. Nella bozza si specifica che “nell’attuale contesto emergenziale” le uniche attività esentate sono “solamente quelle di carattere alimentare e prima necessità, sanitario, veterinario, di giustizia e di sicurezza personale”. Le misure saranno in vigore dalla data di efficacia del nuovo decreto, non oltre il primo febbraio. Cambierà anche la durata del Green pass da 9 a 6 mesi e finiranno una serie di restrizioni introdotte nel decreto Natale: non sarà più obbligatoria la mascherina all’aperto in zona bianca, sarà possibile tornare a organizzare feste e riapriranno le discoteche. Queste misure scadono il 31 gennaio. 

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Come potrebbero cambiare le regole a scuola

Prima delle elezioni del presidente della Repubblica, il Governo potrebbe rivedere anche le regole della quarantena a scuola. Tra le ipotesi c’è la riduzione dei giorni di quarantena (che non vede d’accordo la comunità scientifica) e dei tamponi, con una distinzione tra vaccinati e non. Si sta anche lavorando per trovare il modo di fornire le mascherine Ffp2 agli studenti di medie e superiori che sono in autosorveglianza.