Elezioni Quirinale: il totonomi dei candidati a sei giorni dal voto

Chi sono i protagonisti della corsa alla più alta carica della Repubblica italiana? Vediamoli uno per uno.

Papabili nomi per la presidenza della Repubblica - Foto di Ansa Foto
Papabili nomi per la presidenza della Repubblica – Foto di Ansa Foto

Si rincorrono le voci sui papabili candidati alla corsa al Quirinale. Mancano ormai pochi giorni alle elezioni del successore di Sergio Mattarella ed è tempo di trattative. Ma chi sono i protagonisti? Vediamo tutti i possibili nomi. 

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Giuliano Amato

Piedi ben piantati nella Prima Repubblica, il giudice costituzionale è anche il favorito per diventare il prossimo presidente dell’Alta Corte. La Lega e Fratelli D’Italia però potrebbero non sostenerlo e lo stesso vale per il Movimento 5 Stelle, per il quale rappresenta un ostacolo il passato con Bettino Craxi. Tuttavia la sua elezione potrebbe essere una garanzia per la continuità del Governo Draghi.

Silvio Berlusconi

Figura divisiva per antonomasia, è considerato dal centrodestra l’unico candidato meritevole del ruolo di Capo dello Stato, sia per esperienza che per personalità. Tuttavia la sua candidatura non è ancora stata formalizzata. Dall’altra parte c’è il centrosinistra che non appoggia la sua elezione, perché teme che non possa essere garanzia di tutte le forze politiche.

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Marta Cartabia

Non è mai successo che una donna diventasse il Capo dello Stato italiano. Specie se giovane. L’elezione di Marta Cartabia romperebbe tutti gli schemi possibili. Già presidente della Corte Costituzionale, guardasigilli nel Governo Draghi e autrice della riforma del processo penale. Ha convinto la Francia ad abbandonare la dottrina Mitterrand ed ottenere l’estradizione in Italia dei brigatisti rossi. Con una figura come la sua, tutti sarebbero rappresentati. I partiti la vedrebbero meglio alla presidenza del Consiglio di un governo politico, se Draghi dovesse salire al Colle.

Elisabetta Casellati

Maria Elisabetta Alberti Casellati è la presidente del Senato. Lei è uno dei nomi considerati da Matteo Salvini, ma non dal Pd e dal suo stesso partito, il Movimento 5 Stelle. L’interrogativo più grande resta Silvio Berlusconi, che pur avendola voluta come presidente del Senato, potrebbe non accettare che prenda il posto per cui anche lui concorre al Colle.

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Pier Ferdinando Casini

Casini è il primo nome fatto da Matteo Renzi e i suoi, che hanno cercato a lungo di far virare la Lega su questa scelta. E Matteo Salvini, dal canto suo, strizza l’occhio all’ex presidente della Camera se l’ipotesi Berlusconi non dovesse decollare.

Mario Draghi

Il nome dell’attuale premier è stato uno dei primi a girare nei corridoi dei Palazzi di potere. Ma la sua salita al Colle dovrebbe fare i conti con un’opinione pubblica che non vuole perderlo come premier. Dalla sua ha il vantaggio di aver rappresentato una larga maggioranza e la sua autorevolezza in Europa. Nel caso in cui diventasse il nuovo presidente della Repubblica si porrebbero molti interrogativi sul futuro del Governo. 

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Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni ha come tallone d’Achille il Pd, che conta solo il 12% dei grandi elettori. Ma ha anche un curriculum di tutto rispetto ed è equilibrato. È il commissario europeo per gli Affari economici e monetari. Il suo nome potrebbe contrapporre quello del Cavaliere se questo’ultimo scendesse in pista alla quarta chiama. Non è certo però che i grillini appoggerebbero la sua candidatura. 

Letizia Moratti

Già sindaca di Milano, il suo nome piace sicuramente alla Lega e a molti parlamentari del Nord. Ma potrebbe trovare l’ostacolo del Movimento 5 Stelle, oltre che quella di Fratelli d’Italia. Silvio Berlusconi le ha proposto la guida della campagna per la Lombardia del 2023, ma lei avrebbe rifiutato, irritando il Cav.