Covid, perché la variante Omicron colpisce anche i bambini

Nell’ultimo report dell’Istituto superiore di Sanità è evidente una crescita dell’incidenza nella fascia di età 6-11 anni.

(Getty Images)

Il diffondersi delle varianti Delta e Omicron desta preoccupazione anche perché colpisce bambini e adolescenti. In Italia il 24% dei contagi (1 su 4) riguarda la fascia di età under 20. 

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L’incidenza e i vaccini

Nell’ultimo mese anche i dati dei ricoveri suggeriscono un trend in questo senso, dal momento che sono passati da 8.632 a 9.423. “L’incidenza dei contagi sta aumentando drammaticamente – afferma Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria, intervistata dal Corriere della SeraE i vaccini non decollano: 340mila prime dosi su un totale di 3 milioni e mezzo di bimbi”. 

Nell’ultimo report dell’Istituto superiore di Sanità è evidente una crescita dell’incidenza nella fascia di età 6-11 anni, che rappresenta circa il 50% dei casi diagnosticati nell’intera popolazione 0-19 anni. Nei bambini 0-9 anni l’incidenza nell’ultima settimana ha raggiunto valori superiori a 250 casi per 100mila abitanti. 

Lo stesso trend si evidenzia anche negli Stati Uniti, dove nell’ultima settimana analizzata, i casi sono aumentato del 50% rispetto all’inizio del mese (dati dell’American Academy of Pedriatics).

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Intervistata dal Corriere, Staiano, anche professoressa ordinaria di Pediatria dell’Università Federico II di Napoli, afferma: “L’incidenza sta aumentando drammaticamente in queste fasce di età che in effetti non sono coperte dalle vaccinazioni. Infatti il report dell’Iss dell’ultima settimana ha osservato un aumento in tutte le fasce di età, però in particolare nella popolazione sotto i 19 anni”. Ciò si potrebbe spiegare “probabilmente anche per via della mancanza della terza dose nella popolazione degli adolescenti”. 

La pressione ospedaliera nei centri Covid per bambini

Gli ospedali pediatrici diventati centri Covid “sono tutti pieni”, ma “assistiamo a un turnover accelerato: i bambini entrano più numerosi ma vengono dimessi più rapidamente proprio perché le manifestazioni cliniche che richiedono l’ospedalizzazione sono più severe rispetto alle precedenti fasi del Covid-19”, spiega Staiano. 

La presidente della Società italiana di pediatria afferma anche che “come riportato da varie Agenzie governative, non solo italiane, l’impressione è che Omicron sia molto più contagiosa ma con manifestazioni cliniche per fortuna meno severe”.