L’obbligo vaccinale viola la Costituzione? La spiegazione del prof. Villone a iNews24

Massimo Villone, costituzionalista ritiene che l'obbligo vaccinale "non c’è stato perché i politici hanno “grattato il fondo del barile” per guadagnare qualche voto".

Massimo Villone - Foto di Facebook
Massimo Villone – Foto di Facebook

L’obbligo vaccinale “non c’è stato perché i politici hanno “grattato il fondo del barile” per guadagnare qualche voto e assumendo atteggiamenti che io non considero accettabili”. Massimo Villone, costituzionalista, professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e senatore dell’area di centrosinistra dal 2004 al 2008, ai nostri microfoni spiega quali sono le basi normative che permetterebbero sia di imporre l’obbligo vaccinale, sia di adottare il modello austriaco dei 2G.

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Professore, l’Austria è il primo Paese europeo ad aver introdotto l’obbligo vaccinale contro il Covid-19, aprendo un dibattito sul tema in molti Paesi, tra cui l’Italia. Ci sono le basi giuridiche a favore dell’imposizione della vaccinazione?
Certamente sì. Dal punto di vista tecnico-giuridico, sotto il profilo costituzionalistico, è possibile. L’articolo 32 della Costituzione recita che nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. Quindi ovviamente serve una norma di legge che imponga l’obbligo vaccinale. In presenza di questa non ci sarebbe alcun problema dal punto di vista della costituzionalità. Il vincolo quindi, è solo sulla natura dell’atto che impone l’obbligo, non sulla possibilità che sia imposto. D’altra parte in Italia abbiamo già ben 10 vaccini obbligatori, quindi non è affatto una novità. Da questa premessa poi si giunge alla possibilità che ci siano regimi sanzionatori, che pongano conseguenze negative per chi si sottrae”;

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Esistono invece, basi giuridiche che impediscano di instituire eventualmente, il modello austriaco dei 2G che, per ottenere il Green pass, elimina il tampone e accetta solo l’avvenuta vaccinazione o la guarigione?
Qui la base giuridica è l’articolo 3 della Costituzione sull’eguaglianza, per la disparità di trattamento. Non c’è una violazione del principio di eguaglianza, perché esisterebbero due categorie: quella dei cittadini che possono entrare in determinati posti e l’altra che preclude l’ingresso alle attività ricreative. Questa differenza trova radice nella diversità oggettiva di situazione in cui si collocano i soggetti: la prima categoria è quella dei vaccinati e la seconda no. Si determinano quindi, conseguenze diverse anche nel contesto in cui si trovano relativamente ad altri soggetti con cui vengono in contatto. È una diversità oggettiva che si pone a fondamento della diversità di trattamento normativo”;

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L’Europa potrebbe intervenire per fermare la decisione di un singolo Stato sull’obbligo della vaccinazione anti-Covid?
Non abbiamo un vincolo europeo a non introdurre l’obbligo vaccinale. Anche volendo, non credo che l’Unione Europea potrebbe introdurre regole di questo genere”;

Lei è favorevole all’obbligo vaccinale?
Sono stato favorevole fin dal primo momento. Ho sempre pensato che la via chiara fosse proprio quella dell’articolo 32 della Costituzione, che come detto permette di introdurre l’obbligo vaccinale purché con legge. La mia tesi quindi, è sempre stata quella di fare una legge. Ma non è stata fatta per una debolezza della politica che non ha saputo adottare una posizione che, a mio avviso, avrebbe evitato molti problemi perché avrebbe dato un messaggio molto più chiaro e netto all’opinione pubblica. Adesso invece, abbiamo un sovraccarico di problemi con la frangia no-Vax che forse si sarebbe sensibilmente ridotta se dal primo momento la politica avesse dato un messaggio univoco. Ma non c’è stato perché i politici hanno “grattato il fondo del barile” per guadagnare qualche voto e assumendo atteggiamenti che io non considero accettabili”.