Cashback, mazzata finale sugli italiani: la notizia ormai è ufficiale

Cashback, mazzata finale sugli italiani: la notizia ormai è ufficiale e non ci sono margini di ripensamento. Per i consumatori è una tragedia

La fiammella della speranza è rimasta accesa fino all’ultimo, ma è stata spazzata via da una ventata che preannuncia tempi durissimi per i consumatori italiani. Sapevamo benissimo che il Cashback di Stato, almeno per come era stato immaginato nei primi sei mesi del 2021, non aveva nessuna possibilità di tornare. Ma fino all’approvazione della legge di Bilancio per il 2022 c’era ancora la possibilità di un ripensamento.

Crisi Governo
Cashback, mazzata finale sugli italiani in Senato (via Twitter)

Ci hanno provato soprattutto quelli del Movimento 5 Stelle, perché in fondo il cashback era stata una loro battaglia personale al pari del reddito di cittadinanza. E lo aveva ricordato ancora nei giorni scorsi l’ex premier Giuseppe Conte, citando anche i dati del Politecnico di Milano che promuovevano la manovra complessiva.

Per questo, di fronte ai documento ufficiale della legge di Bilancio, erano stati presentati più di 900 emendamenti e fra questi anche uno a firma del senatore Gianmauro Dell’Olio (5 Stelle). Chiedeva  il ripristino per il sistema dei rimborsi destinati ai pagamenti digitali effettuati con carte di credito e carte di debito.

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Cashback, mazzata finale sugli italiani: ecco perché non è stato ammesso l’emendamento

Come è andata a finire? Semplice, l’emendamento non è stato ammesso per quello che è stato ritenuto un vizio di forma. La Commissione finanze del Senato lo ha bocciato perché nel testo non erano stati indicati gli oneri relativi alla reintroduzione dei rimborsi. Quindi, in parole semplici, non era stato indicato quanto sarebbe costato alle casse dello Stato riproporre il cashback.

(Getty Images)

Ricordiamo che con il Cashback di Stato erano stati rimessi nelle tasche degli italiani quasi 900 milioni di euro. E in questi giorni stanno arrivando i 1.500 euro sui conti di 100mila consumatori che hanno invece partecipato nel primo semestre 2021 al Supercashback.

Pietra tombale sul cashback quindi? Sicuramente per i prossimi mesi, ma in fondo nessuno si aspettava un finale diverso. Tra gli altri emendamenti bocciati anche uno presentato da Fratelli d’Italia che andava in direzione opposta. Chiedeva cioè di far slittare al 1° gennaio 2023 il divieto di effettuare pagamenti in contante sopra i 1.000 euro.