Ema: ”Siamo alla quarta ondata”. Oms: “Di questo passo entro febbraio in Europa altri 500mila morti”

Secondo il responsabile europeo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il vecchio continente è tornato ad essere l’epicentro della pandemia. L’agenzia europea del farmaco insiste: “Serve che tutti si vaccinino”

OMS
Covid, l’allarme dell’Oms in Europa: c’è il rischio di una nuova ondata (Foto: Getty)

Il virus Sars-Cov-2 continua a destare preoccupazione dopo quasi due anni dallo scoppio della pandemia, come dimostrano le dichiarazioni del direttore per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, che proprio oggi in conferenza stampa ha espresso la sua preoccupazione per l’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane nel continente europeo. Il responsabile dell’agenzia Onu ha anche precisato che secondo una proiezione affidabile, qualora la tendenza dovesse confermarsi “entro febbraio si prevedono in Europa altri 500.000 mila morti a causa del virus”. “L’Europa è di  nuovo all’epicentro della pandemia”.

Anche l’Ema (Agenzia europea del farmaco) tramite il responsabile del settore vaccinale, Marco Cavaleri, ha comunicato che “siamo già nella quarta ondata della pandemia”, motivo per cui “è di assoluta importanza che tutti si vaccinino, perché nessuno è protetto fino a quando tutti saranno protetti”.

Ancora incerti invece i tempi per quanto riguarda il via libera dell’Ema al farmaco anti-Covid Molnupiravir di Merck, già autorizzato nel Regno Unito e somministrato per via orale. Lo stesso Cavaleri infatti ha spiegato che “l’agenzia è pronta a dare assistenza agli Stati che vorranno dare il via libera all’uso di emergenza prima dell’autorizzazione ufficiale”.

La situazione in Italia

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Vaccino anti-Covid (Foto: Getty)

Anche in Italia secondo l’Ema, la situazione inizia a farsi preoccupante, dal momento che al calo settimanale delle vaccinazioni corrisponde un aumento non solo dei contagiati (+16%), ma anche delle ospedalizzazioni (+14,9%) e delle terapie intensive (+12,9%) come attestano i dati forniti dalla Fondazione Gimbe.

In generale il tasso di occupazione nei reparti ospedalieri italiani resta comunque sotto la soglia di emergenza (5% in area medica e 4% in area urgenza), con nessuna regione che al momento supera la soglia del 15%, nonostante il Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano e Calabria registrino un incremento del numero dei contagi molto superiore rispetto alla media nazionale.