Finti vaccini ai bambini: Emanuela Petrillo condannata a risarcire 550mila euro

Intanto a settembre 2019 è cominciato il processo al Tribunale di Udine, che la vede imputata per i reati di peculato, omissione d’atti di ufficio e falsità in certificati.

Emanuela Petrillo - screenshot La7
Emanuela Petrillo – screenshot La7

Emanuela Petrillo, ex assistente sanitaria di Spresiano (Treviso), accusata di aver finto di somministrare vaccini a centinaia di bambini, dovrà risarcire 550mila euro l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. A stabilirlo è stata la sentenza della Corte dei Conti.

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L’inchiesta a suo carico è scaturita da una segnalazione da parte dell’Azienda sanitaria 3 Alto Friuli, Collinare, Medio Friuli e si è concentrata nel periodo che va dal 16 novembre 2009 al 18 dicembre 2015 nei presidi di Codroipo, dove Petrillo lavorava, Udine e San Daniele dove aveva invece operato sporadicamente.

L’assistente sanitaria, trentacinquenne, è accusata di aver fatto finta di somministrare le dosi di vaccino ad alcuni bambini ed è stata licenziata nel 2017.

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Secondo la Procura, Petrillo avrebbe causato anche un danno economico alla Sanità

Secondo la Procura, a causa di Petrillo, “la quale avrebbe solo apparentemente inoculato ai piccoli pazienti i vaccini agli stessi destinati, escludendo così di fatto e nell’inconsapevolezza generale, la risposta immunitaria attesa”, la sanità generale ha dovuto affrontare i costi di “una complessa attività rimediale, sostanzialmente finalizzata all’esecuzione di nuove somministrazioni vaccinali nei confronti della popolazione infantile ritenuta interessata al servizio”.

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Stando agli inquirenti, il danno erariale subito dalla Sanità è di oltre 660mila euro. Nella sentenza della Corte dei Conti si legge che Petrillo “ben sapeva quel che faceva” e “ha agito con dolo”. Intanto a settembre 2019 è cominciato il processo al Tribunale di Udine, che la vede imputata per i reati di peculato, omissione d’atti di ufficio e falsità in certificati.