Indagine Minerva, perché il generale Figliuolo è indagato nel caso Vecciarelli

Secondo il Fatto Quotidiano si tratta di un “atto dovuto, a sua tutela" a presto potrebbe arrivare l'archiviazione.

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Francesco Paolo Figliuolo (Getty Images)

Il generale Francesco Paolo Figliuolo risulterebbe indagato nell’indagine Minerva, cominciata a luglio 2020, che mira a far luce sul sistema di appalti e forniture alle Forze Armate e che l’anno scorso ha condotto a 31 misure cautelati nei confronti di ufficiali e imprenditori.

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Tra gli indagati figurerebbe anche il generale Enrico Vecciarelli, capo di stato maggiore della Difesa vicino al pensionamento, con l’accusa di corruzione per l’esercizio della sua funzione. Avrebbe ricevuto in cambio abiti di sartoria. Il coinvolgimento di Figliuolo nell’inchiesta è stato rivelato da Il Fatto Quotidiano che precisa come per i magistrati sia un “atto dovuto, a sua tutela”. Non si conoscono ancora i dettagli, ma pare che il commissario per l’emergenza Covid non figuri mai nelle intercettazioni. Sarebbero state altre persone a citarlo in circostanze precedenti alla sua nomina nel governo Draghi. Il Fatto Quotidiano precisa anche che presto potrebbe arrivare l’archiviazione delle indagini per Figliuolo.

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Indagine Minerva: tutti i dettagli

L’indagine Minerva vede indagate 31 persone per corruzione, frode nelle forniture pubbliche e turbativa d’asta. Il quotidiano La Verità nei giorni scorsi ha scritto di un sistema di tangenti e corruzione nell’affidamento degli appalti per le forniture alle Forze Armate “per un valore complessivo di 18,5 milioni di euro”. Nel filone in cui risulta indagato anche Figliuolo, Vecciarelli sarebbe stato tirato in ballo da un’imprenditrice. “Si sarebbe messo a disposizione di una società fornitrice di mascherine e macchinari per la produzione e il confezionamento di mascherine, agevolando lo sdoganamento di 600mila mascherine alle Forze Armate”, scrive il Fatto Quotidiano. Vecciarelli avrebbe ottenuto “utilità consentite nella donazione di generi alimentari e di 58 capi di abbigliamento”, riporta ancora il giornale. Si tratterebbe di “abiti sartoriali, cappotti, vestito da sposa, giacche, camice e divise”. Vecciarelli ha respinto le accuse, dicendo di essere estraneo ai fatti.