Come si può sciogliere Forza Nuova dopo gli scontri di Roma, la spiegazione del professore Villone

Massimo Villone commenta la mozione presentata dal Pd per sciogliere Forza Nuova dopo gli scontri di Roma.

Massimo Villone, costituzionalista, professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e senatore dell’area di centrosinistra dal 2004 al 2008, ai microfoni di iNews24 commenta la mozione presentata dal Pd per sciogliere Forza Nuova dopo gli scontri di Roma.

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Professore, è costituzionalmente possibile sciogliere un partito di estrema destra?
Esiste la dodicesima disposizione transitoria della Costituzione italiana che vieta le organizzazioni sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. È sopravvenuta poi nel 1952 la cosiddetta Legge Scelba, successivamente modificata dalla 152 del 1975”;

La Legge Scelba introduce il reato di apologia del fascismo…
La legge Scelba ci dice che cos’è la riorganizzazione del partito fascista vietata sotto qualsiasi forma dalla dodicesima disposizione transitoria. Spiega che questa riorganizzazione c’è non solo quando esiste un richiamo formale al partito fascista – o meglio che vuole far rivivere il partito fascista – ma esiste anche quando si usa o si minaccia violenza come strumento di lotta politica, quando si perseguono finalità antidemocratiche e quando si sostiene la limitazione delle libertà garantite, oltre che quando si denigra la democrazia”;

Massimo Villone - Foto di Facebook
Massimo Villone – Foto di Facebook

Quindi Forza Nuova può essere sciolto sulla base della Legge Scelba?
Si tratta di una definizione sostanziale del metodo di un’organizzazione che richiami il regime fascista, non formale, cioè non di etichetta. Da questo punto di vista è sicuramente possibile applicare questa normativa nel caso specifico dei fatti di Roma. Lì la violenza è stata manifesta e comprovata. Non c’è dubbio che vi sia la possibilità di applicare la legge. Le mozioni fanno richiamo proprio a quello che è accaduto, non a definizioni astratte”;

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Sempre secondo la Legge Scelba, come si può sciogliere un partito?
Ci sono due modi, com’è previsto dall’articolo 3 della Legge Scelba. O per ordine del ministro dell’Interno in seguito alla sentenza di un giudice che accerti la riorganizzazione di un partito o di un’associazione che ricada nella definizione di essenza del fascismo, oppure con un decreto legge. In quest’ultimo modo si attuerebbe una disposizione della Costituzione italiana, richiamando i presupposti di straordinaria necessità ed urgenza che sono richiesti dall’articolo 77 e richiamati anche dalla legge Scelba. In questo caso ci sarebbe una valutazione politica sulla sussistenza di questi presupposti. Questo che le spiego è il contesto tecnico in generale”;

Superando invece il contesto legislativo, qual è la sua analisi dal punto di vista politico-sociale delle manifestazioni no greenpass?
La situazione è preoccupante. Non stiamo parlando di un banale e marginale disordine o di qualche piccolo scontro come quelli che si verificano in manifestazioni politicamente significative. Qui stiamo parlando della devastazione di una sede sindacale, dell’attacco ai blindati della polizia, del tentativo di arrivare a Palazzo Chigi: non si tratta di incidenti di percorso. A mio giudizio la situazione non può essere sottovalutata e la storia ci dà indicazioni in questo senso”;

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Secondo lei, dal punto di vista politico cosa andrebbe fatto per gestire la situazione?
Si deve gestire la libertà di riunione tendendo conto della sicurezza pubblica. Non serve un’attribuzione specifica. Il controllo di eventuali future iniziative di piazza è possibile a prescindere da qualunque altro intervento, inteso come intervento di forza pubblica. Piuttosto il problema che avrà il Governo è la mozione in sé, che da come vedo le cose potrà avere la maggioranza. Penso che ci siano i presupposti affinché venga approvata”;

(foto Viscardi)

In che senso?
C’è una mozione parlamentare con i voti della maggioranza che chiede lo scioglimento (di Forza Nuova ndr). Il Governo dovrà prendere una decisione in questo senso, perché di fronte a una richiesta del Parlamento non può girarsi dall’altra parte facendo finta di non vedere. Soprattutto perché la necessità di questa presa di posizione viene in un contesto in cui nei prossimi giorni (il 15 ottobre ndr) l’obbligo del green pass si estenderà su tutti i luoghi di lavoro. Questo, è ovvio, non attenuerà le tensioni, anzi al contrario. Il Governo quindi, si trova di fronte questa situazione (sociale ndr.) e a un Parlamento che fa una richiesta di scioglimento”;

Cosa farebbe se stesse al Governo in questo momento?
Io scioglierei e basta, ma il problema al momento è la Lega, che certamente non darebbe un disco verde”;

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La vice questora Nunzia Alessandra Schilirò oggi è stata sospesa dal servizio in via cautelativa per il suo intervento a Piazza San Giovanni durante la manifestazione dei No greenpass…
Penso che un funzionario di polizia assuma obblighi particolari e si inserisca in un’organizzazione gerarchica specifica, a differenza di qualunque altro cittadino della Repubblica. Non può, durante una manifestazione, attaccare lo Stato che gli ha attribuito la funzione che sta esercitando in quel momento: non mi pare una cosa possibile. Mi dispiace per lei, ma mi è sembrato un comportamento sbagliato e non appropriato alla funzione ricoperta”.