Lobby nera, De Bertoldi (FDI) a iNews24: “Accuse strumentali della sinistra, certe idee non hanno cittadinanza in Fratelli d’Italia”

Il senatore di FDI, Andrea De Bertoldi, condivide le frasi di condanna di Giorgia Meloni nei confronti dei nostalgici del fascismo: “Un pensiero che rispecchia tutta la comunità di Fratelli d’Italia”. Piena condivisione anche rispetto alle parole della leader di Fdi su Carlo Fidanza, l’europarlamentare coinvolto nell’inchiesta per finanziamenti illeciti: “Credo sia lui stesso consapevole di aver commesso un grave errore”.

Andrea De Bertoldi (@ Facebook)

Si può dire che l’intervista di Giorgia Meloni, uscita oggi sul Corriere, ha finalmente dato un segnale alle polemiche che in questi giorni hanno animato il dibattito politico in seguito all’inchiesta di Fanpage sui presunti finanziamenti illeciti e sui legami con alcuni esponenti della destra neofascista.

“Sono assolutamente d’accordo con Giorgia Meloni, cosi come lo è tutta la comunità di Fratelli d’Italia; io stesso ho fatto dichiarazioni simili già nel gennaio di quest’anno, quindi ritengo che su questo punto non ci possano essere differenti interpretazioni”

Anche per scansare le polemiche nate a seguito dell’inchiesta, queste parole da parte della presidente di Fdi non potevano forse essere pronunciate prima, in modo da allontanare definitivamente le accuse di strizzare l’occhio ai nostalgici del fascismo?

“Noi diamo per scontato che non dobbiamo dare la patente di democraticità a nessuno. Mi chiedo piuttosto quante volte invece siano state chieste cose analoghe alla sinistra per i suoi rapporti con il comunismo? Noi abbiamo fatto la svolta di Fiuggi e sia io che Meloni eravamo presenti in quegli anni, così come eravamo in Alleanza Nazionale quando Fini pronunciò quelle considerazioni sul fascismo. Il punto però è che noi oggi vogliamo parlare dei problemi degli italiani, non dover rispondere alle accuse strumentali di una sinistra che non ha più nulla da dire. Giorgia (Meloni ndr) ovviamente ora ha dovuto chiarire questi aspetti alla luce di quello che è successo, però non credo che gli italiani che ci hanno portato oggi ad essere il primo partito pensassero una cosa diversa”

Proprio per le scelte compiute dal partito da Fiuggi in poi e per la sua storia politica personale, così distante da certi estremismi, cosa ha pensato vedendo i video dell’inchiesta che mostravano saluti romani e ascoltando quei deliri su Hitler, ebrei e migranti?

“Penso semplicemente che in Fratelli d’Italia non c’è diritto di cittadinanza per certe idee, né per chi le propina. Poi qualche cretino e buffone lo si trova in ogni partito, ma non per questo vuol dire che lo rappresentino. D’altronde  vorrei anche ricordare ci hanno messo addosso una persona che per tre anni ha lavorato nel cercare questa roba qui, e non mi risulta che sia mai accaduto lo stesso con altri partiti politici che magari hanno altri problemi ben più seri”

La proposta di Giorgia Meloni: un organo di sorveglianza permanente

Governo Meloni
Giorgia Meloni (Getty Images)

Meloni ha dichiarato anche di voler istituire un organo permanente dentro il partito per prendere provvedimenti nei confronti di chi “gioca contro di voi”, manifestando certi atteggiamenti nostalgici del fascismo. È d’accordo con questa proposta?

“Certamente sì, d’altronde la Presidente conosce il partito meglio di tutti noi e non ho dubbi che saprà scegliere al meglio quali provvedimenti prendere e quali strumenti utilizzare per evitare certe derive”

Sempre Meloni oggi ha detto che Carlo Fidanza ha commesso un errore molto a frequentare Jonghi Lavarini.

“Io personalmente non ho mai conosciuto questo Jonghi Lavarini, ma da quello che appare finora mi sembra evidente che Fidanza abbia sbagliato, anzi sono certo che lui sia il primo ad esserne consapevole. Tra l’altro per come ho avuto modo di conoscerlo, posso dire che Fidanza è una brava persona e che questa vicenda mi ha molto stupito. Anche per questo Giorgia Meloni ha chiesto di poter visionare tutto il girato, proprio  per poter chiarire definitivamente le responsabilità di ognuno”

Lei ha avuto modo di parlare con Fidanza dopo l’inchiesta?

“No”

Una domanda però, a proposito di Jonghi Lavarini, sorge spontanea. Parliamo di un personaggio che oltre a ciò che mostrano quei  video, in seconda battuta avrebbe anche minacciato il giornalista autore dell’inchiesta.  Ora  “ il Barone Nero” non fa più parte di Fdi, ma come è potuto accadere che fosse candidato con voi nel 2018 alla Camera dei deputati?

“Come ho già detto, io questo Lavarini non l’ho mai conosciuto né sentito nominare, quindi non saprei davvero cosa rispondere. Si figuri che non sapevo neppure che fosse mai stato candidato con noi”