58 anni fa la tragedia del Vajont, cosa accadde il 9 ottobre del 1963

In pochi minuti morirono 1917 persone, tra cui 487 bambini con meno di 15 anni, interi paesi vennero distrutti e migliaia di cittadini furono sfollati.

Erano le 22.45 del 9 ottobre 1963 quando cinquantotto anni fa, nel nuovo bacino idroelettrico artificiale del torrente Vajont, una frana si staccò dal monte Toc e precipitò nel lago tra il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto. La conseguente massa di acqua alta 200 metri tracimò, coinvolgendo i paesi di Longarone, Erto e Casso.

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In pochi minuti morirono 1917 persone, tra cui 487 bambini con meno di 15 anni, interi paesi vennero distrutti e migliaia di cittadini furono sfollati. La maggioranza venne sistemata a Maniago, in provincia di Pordenone.

Tragedia del Vajont - Foto di Getty Images
Tragedia del Vajont – Foto di Getty Images

Le cause della tragedia del Vajont

Le cause della tragedia, dopo numerosi processi e dibattiti, furono ricondotte a progettisti e dirigenti della Sade, l’ente che gestiva l’opera fino a che non venne nazionalizzata. Questi ultimi nascosero la non idoneità dei versanti del bacino a rischio idrogeologico. Dopo la costruzione della diga infatti, si scoprì che questi non avevano le caratteristiche morfologiche adatte per poter ospitare un serbatoio idroelettrico. Pur essendone a conoscenza, l’ente gestore e i suoi dipendenti, non dissero ciò che sapevano sulla pericolosità del progetto, con il benestare delle istituzioni locali e nazionali, compreso il Ministero per i Lavori Pubblici.

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Le proteste dei cittadini

Nel 1966 cominciò la ricostruzione del nuovo paese, che venne chiamato Vajont in ricordo della tragedia. Gli abitanti di Erto e Casso protestarono contro lo scioglimento dei loro Comuni. Ritenevano che, mentre si costruiva Vajont, a Erto e Casso non si stesse facendo nulla, nonostante ci fosse un provvedimento nazionale che aveva stabilito la pericolosità del territorio.

Tragedia del Vajont - Foto di Getty Images
Tragedia del Vajont – Foto di Getty Images

Le proteste cominciarono il 23 aprile del 1971, quando i cittadini occuparono la sede del Municipio. Il 19 luglio 1971, grazie alla legge regionale del 22 giugno 1971, nacquero tre Comuni: Vajont, Erto e Casso.

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Il ricordo sui social di Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia

Il 9 ottobre è una data carica di significato per la nostra comunità regionale.
Un commosso ricordo e una preghiera per le vittime della tragedia del Vajont“, scrive sui social Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia.

Il ricordo di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto

Da quel giorno, il nome Vajont è e resterà sempre nei nostri cuori, nella memoria collettiva, nei libri di storia. Anche quest’anno, ancora una volta, rivolgiamo alle vittime e alle loro famiglie un deferente ricordo, ai soccorritori un grazie colmo di gratitudine, a chi seppe rimboccarsi le maniche e ricostruire, ammirazione totale”, scrive su Facebook il governatore del Veneto.

La polizia ricorda gli agenti della stradale che si accorsero per primi della tragedia del Vajont: “Si gettarono nel fango per soccorrere le persone in difficoltà”

A distanza di 58 anni, la Questura di Belluno ha intitolato la sala riunioni “Vittime del Vajont”.