Delega fiscale, Verini (Pd) a iNews24: “Dopo Speranza e Lamorgese ora Salvini sta puntando Draghi”

Il deputato del Pd, Walter Verini, critica duramente l’atteggiamento di Salvini per lo strappo avvenuto in Cdm sulla legge della Delega fiscale: “Una scelta irresponsabile che rischia di danneggiare il governo e il Paese”. Sui motivi che hanno spinto il leader della Lega a cercare lo scontro con il resto della maggioranza l’esponente Dem. non ha dubbi: “È un modo per cercare di raccattare quei voti che sta perdendo irreversibilmente”

Walter Verini (foto da Twitter)

Lo strappo della Lega sulla Delega fiscale sta creando più di un malumore all’interno della maggioranza che sostiene il governo, lei come giudica l’atteggiamento del Carroccio?

“Molto grave, perché è un atteggiamento che, rischiando di creare problemi al Presidente del consiglio nella sua azione di governo, finisce con il creare problemi anche all’Italia”

Eppure nonostante le rassicurazioni anche da parte del premier, Salvini continua a sbandierare lo spauracchio di una patrimoniale sulla casa e di nuove tasse per gli italiani.

“Credo che gli italiani sappiano decidere chi tra i due dica la verità, se il premier Draghi o un certo Matteo Salvini. Da una parte infatti c’è l’affidabilità di Draghi che si preoccupa degli interessi del Paese, dall’altra l’inaffidabilità del leader della Lega che pensa solo alle scadenze elettorali, a maggior ragione dopo la dura sconfitta che il suo partito ha subito nel primo turno delle amministrative. La verità è che la riforma fiscale avrà principalmente lo scopo di aiutare le famiglie e le imprese e di combattere l’evasione, quindi deve essere chiaro a tutti che non ci sarà nessun aumento delle tasse, anzi, semmai ci saranno delle diminuzioni”

Lo strappo di Salvini sulla Delega fiscale

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Matteo Salvini ( Getty Images)

D’altra parte Salvini continua anche ripetere  che “la partecipazione al governo della lega non è in discussione”.  Non è un controsenso?

“Certo che lo è perché la partecipazione ad un governo, sia pure un governo particolare come questo, legato a delle emergenze e con situazioni irripetibili, presuppone innanzitutto la lealtà. Non si tratta di annullare le identità, perché anche il Pd, pur sostenendo lealmente l’esecutivo, non manca di esprimere le sue proposte, ma lo fa con uno spirito costruttivo e con l’obiettivo di rafforzare l’azione di governo. Salvini invece lo fa esattamente con lo spirito opposto”

La solita Lega di lotta e di governo?

“È inutile che Salvini dica di voler rimanere al governo se poi ogni giorno lo attacca come ha fatto per mesi con il ministro Speranza o con la ministra Lamorgese. Per non parlare poi di quando ha occhieggiato a quei movimenti, come i no vax, che si sono caratterizzati apertamente come portatori di atteggiamenti irresponsabili davanti alla pandemia. Non si può stare al governo con l’intenzione di lucrare sulla presenza in maggioranza e allo stesso tempo comportarsi come se stesse all’opposizione, con il solo scopo di raccattare quei voti che sta perdendo irreversibilmente”

Il modo in cui Draghi sta gestendo  questa minicrisi la convince?

“Draghi ha innanzitutto il dovere di andare avanti e anche oggi ha usato parole di verità e serietà. Il problema però è molto netto: è la Lega che sta minando l’azione del governo di cui fa parte, quindi è sempre la Lega che deve sciogliere questo nodo. Ma lo deve fare alla svelta perché non può permettersi di attaccare quotidianamente i rappresentanti dell’esecutivo e di non partecipare al Cdm mettendo in campo dei pretesti di metodo. La verità è che Salvini, dopo aver boicottato il ministro della Salute e attaccato quello dell’interno, adesso sta puntando il Presidente del consiglio e la riforma fiscale”

Gli attacchi di Salvini al Partito Democratico

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Matteo Salvini (via Getty)

Di tutta risposta, dopo le critiche ricevute per lo strappo, Salvini ha accusato il Pd di pensare solo allo Ius soli e alla Fornero…  segno che forse siamo davvero ancora in piena campagna elettorale?

“Non è una novità, dal momento che Salvini è in uno stato permanente di campagna elettorale. Lui vive la condizione perenne del Papeete e troppo spesso confonde gli interessi del suo partito con quelli del Paese”

Ma c’è secondo lei qualche possibilità che, in base alle necessità elettorali, la Lega prima o poi arrivi davvero alla rottura, oppure dovremo abituarci a questo tira e molla fino al termine della legislatura?

“Il problema è che l’Italia in questa fase così delicata ha bisogno di coesione sociale e vuole dei riferimenti che aiutino il Paese a risollevarsi. Sono convinto che il proseguo dell’azione di governo premierà le forze che parlano ai cittadini in termini di ripresa e unità delle forze sociali. D’altronde anche il voto delle amministrative ha premiato il centrosinistra e personalità come Sala, Lepore e Manfredi perché queste figure e lo schieramento che li sostiene vengono percepiti dagli elettori come persone affidabili, competenti e che guardano prima di tutto all’interesse generale. Per lo stesso motivo sono convinto che se Salvini continuerà a dimostrare questo livello di irresponsabilità, prima o poi finirà anche per pagarne il prezzo, perché il Paese di questi atteggiamenti davvero no ne può più”