Rai, Anzaldi (Italia Viva) a iNews24: “Gli attacchi trasversali a Fuortes sono il segno che vuole davvero risanare l’azienda“

Il deputato di Italia Viva e Segretario della Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, difende le scelte del neo Ad di Viale Mazzini, Carlo Fuortes: “Sono solo le prime decisioni, ma vedo segnali positivi”. Nessun dubbio anche sulla scelta di non nominare alcun Direttore generale: “Mi auguro che non sia un fatto temporaneo, ma che il ruolo del dg venga abolito”

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Michele Anzaldi (screenshot da Facebook)

Onorevole Anzaldi, come Segretario della Commissione di Vigilanza lei è tra i parlamentari più attivi sul tema Rai. Stavolta, però, non ha fatto neanche una dichiarazione o un tweet sulle nomine del neo Ad Fuortes, che hanno subito invece diverse critiche, ad esempio da Usigrai e dalle capogruppo in Vigilanza Santanché (Fdi) e Fedeli (Pd) per l’assenza di donne. Come mai questo silenzio?

“Sono rimasto sorpreso dalle critiche a Fuortes per le nomine: si tratta solo delle prime decisioni, mancano ancora molte caselle da decidere, a partire dai direttori di rete e di testata, quindi una valutazione complessiva ancora non si può dare. Di certo, però, in queste prime nomine vedo molti segnali positivi”

Per esempio?

“Intanto la decisione di dare priorità a curricula e percorsi professionali: basta con le promozioni arbitrarie per premiare giornalisti vicini ai partiti, come accaduto con la Rai gialloverde. Basti pensare al caso di Claudia Mazzola, candidata al Cda Rai sulla Piattaforma Rousseau del Movimento 5 stelle e poi da Salini pluri-promossa con addirittura 4 scatti di carriera in 3 anni, fino a diventare direttore dell’ufficio stampa. Ora viene opportunamente sostituita da Stefano Marroni, un giornalista con un curriculum inattaccabile, per anni vice direttore prima di ‘Repubblica’ e poi del Tg2. Sulla Mazzola, se mi permette un inciso, mi auguro che venga sanato anche lo scandalo della sua presidenza dell’Auditorium, se ne occuperà il prossimo sindaco di Roma. Fuortes ha detto basta, inoltre, anche ai dirigenti esterni con super stipendi catapultati in ruoli chiave, come è stato per il capo della Comunicazione Giannotti, finito peraltro al centro di un’inchiesta di Striscia la notizia per il sospetto conflitto di interessi per gli incarichi dati alla sua ex società di provenienza, oppure per le opache sponsorizzazioni pagate ad alcuni siti internet che si occupano proprio di Rai. Bene che sia stato sostituito subito”.

Quindi lei promuove le nomine che hanno ridisegnato il vertice operativo aziendale?

“Vedremo come il neo Ad andrà avanti, di certo il fatto che i primi attacchi che ha subito siano arrivati in maniera trasversale da Pd, Fdi e Usigrai lascia pensare che forse davvero Fuortes sia deciso ad andare fino in fondo sui tagli agli sprechi, sullo stop alle lottizzazioni dei partiti, insomma che voglia davvero rivoluzionare e risanare questa Rai. Finché non accade sul serio non ci credo, ma stiamo a vedere, sono fiducioso. Intanto la scelta di non nominare nessun direttore generale, carica reintrodotta dal suo predecessore, mi trova pienamente d’accordo. Mi auguro che non sia una scelta temporanea, ma che il ruolo di dg venga abolito poiché per come era stato pensato si trattava solo di una moltiplicazione di stipendi e spartizioni. Le funzioni di capo azienda le svolge l’Amministratore delegato, come ha deciso la Riforma Renzi del 2015, a lui vanno tutte le responsabilità”.

Tra le nomine c’è anche il nuovo direttore di San Marino RTV, l’emittente partecipata al 50% dal servizio pubblico. Lei in passato ha attaccato questa partecipazione Rai. Che ne pensa?

“La nomina di Di Meo a San Marino RTV è stata fatta con il job posting, seguendo i regolamenti aziendali, e questo mi sembra un dato positivo. Certo, dopo i fallimenti di questi mesi alla direzione di Rai2 non mi sembra una promozione. Ricordiamoci che con Di Meo non abbiamo avuto solo una infinita serie di flop di programmi non premiati dal pubblico, ma anche episodi gravissimi come il tutorial sessista su come fare la spesa. Rai San Marino è invece uno scandalo che già avevo denunciato, purtroppo senza fortuna, nella passata legislatura: 3,6 milioni di euro di soldi del canone investiti a fondo perduto in una piccola tv locale, senza alcuna plausibile motivazione. Ripresenterò l’interrogazione che a suo tempo avevo indirizzato al Governo, per chiedere perché i soldi dei cittadini debbano finire in uno spreco simile. Mi auguro che il presidente Draghi e l’amministratore Fuortes mettano la parola fine a questa indecenza”.

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