Green pass, la Lega ritira gli emendamenti ma vota quelli di Fdi. L’estensione del lasciapassare mette ora in crisi il governo

L'estensione del green pass ai dipendenti pubblici e privati potrebbe slittare a data da destinarsi dopo l'alt di Matteo Salvini

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Matteo Salvini
Matteo Salvini (Photo by Andreas Gebert/Getty Images)

La Lega ritira gli emendamenti al Decreto Green-Pass in sede di conversione in legge alla Camera, ma vota contro il provvedimento assieme all’opposizione di Fretelli d’Italia. Comincia così l’ennesimo braccio di ferro tra Matteo Salvini e il governo Draghi che potrebbe avere ripercussioni anche sui futuri provvedimenti dell’esecutivo, come l’estensione del certificato verde ai dipendenti pubblici e della ristorazione.

Non è passato alla Camera dei Deputati l’emendamento di Fratelli d’Italia contro l’obbligo di green pass per entrare in ristoranti al coperto. L’aula ha respinto il testo con 270 voti contrati, 4 astenuti e 134 voti favorevoli, tra cui quelli della Lega.

Il partito di Matteo Salvini ha concordato prima dell’inizio dei lavori che sarebbero stati ritirati tutti gli emendamenti presentati dai partiti della maggioranza al fine di evitare che sul testo fosse posta la fiducia dal governo.

Green Pass
Green Pass (Photo by Amir Levy/Getty Images)

L’estensione dell’obbligo di green pass

Ora la rotta tracciata da Mario Draghi verso l’estensione del green pass a dipendenti pubblici e della ristorazione, oltre che verso l’obbligo vaccinale, sembra essere messa in discussione. La cabina di regia prevista per giovedì a Palazzo Chigi e che ha all’ordine del giorno proprio questi temi rischia di slittare a data da destinarsi.

Il presidente del Consiglio deve scegliere se accogliere le richieste pressanti del ministro della Salute, Roberto Speranza, e mettere mano subito a un decreto che estenda l’obbligo di green pass a dipendenti pubblici e privati, oppure dare tempo a Matteo Salvini per pacificare gli animi all’interno della Lega, anch’essa divisa tra i governisti alla Giorgetti -appoggiati dai presidenti di Regione- ed elettorato sovranista.

Green pass esteso a tappe

Alla fine, Draghi potrebbe decidere di andare avanti per tappe. La prima potrebbe essere l’obbligo di green pass negli istituti scolastici, allargando il provvedimento anche ai lavoratori di ditte e cooperative esterne come addetti mense e pulizie. L’estensione agli statali e ai dipendenti di aziende private potrebbe arrivare in un secondo momento, magari quando i sindacati e le associazioni degli industriali troveranno un punto di caduta diverso dal “attendiamo i provvedimenti del governo”.

Niente tamponi gratuiti

Infatti, dall’incontro avvenuto ieri tra il presidente del Consiglio e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi è arrivata all’indisponibilità dell’esecutivo a prevedere tamponi gratuiti per far ottenere il green pass a tutti quei lavoratori che non vogliono sottoporsi al vaccino.

D’altronde, sono circa due milioni gli impiegati attivi over 50 che non hanno fatto nemmeno la prima dose e il rimborso dei test-Covid potrebbe rallentare la campagna vaccinale.

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