Afghanistan, all’aeroporto di Kabul il tentativo disperato (e inutile) di chi non può fuggire

Sono cinque le vittime civili morte nella calca dell’aeroporto di Kabul mentre tentavano di lasciare il Paese. Intanto nel resto del Paese chi può si nasconde in attesa di capire quale sarà il loro destino

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Giornalista ucciso Afghanistan
Afghanistan nel caos

Sta facendo molto scalpore il video girato ieri nella giornata del 15 agosto in cui si vedono migliaia di uomini e donne afghani ammassati sulle piste dell’aeroporto di Kabul, nella speranza di poter salire su un aereo e lasciare il Paese. In realtà la maggior parte di loro non ha né visto, né passaporto ed è sostanzialmente impossibilitato a fuggire dall’Afghanistan, caduto per l’ennesima volta sotto il controllo dei talebani dopo il ritiro del contingente internazionale a seguito degli accordi di Doha.

Ad oggi sarebbero ben cinque le persone morte nella calca all’aeroporto di Kabul, nonostante i voli commerciali siano stati cancellati e gli unici autorizzati a lasciare il Paese siano militari ed operatori stranieri, oltre agli afghani che in qualche modo hanno collaborato con le rappresentanze straniere durante gli ultimi anni.

Talebani di nuovo al potere, il Paese è nel caos

agguato Afghanistan
Afghanistan (Foto: Getty)

La tensione nel Paese è ormai alle stelle e a nulla servono gli appelli e le promesse dei leader talebani che si dicono pronti a ripristinare l’ordine nelle strade, anche perché i fatti al momento dicono ben altro, come testimonia la liberazione di oltre cinquemila talebani dal carcere di di Pol i Chark, insieme a diversi miliziani di Al Quaeda e di Daesh (Isis), mentre a Kunduz, città occupata militarmente già dalla scorsa settimana, gli studenti coranici hanno costretto i dipendenti delle municipalità a tornare a lavoro facendo irruzione casa per casa armati di mitra.

La gente a Kandahar, come a Mazar I Sharif non esce di casa, ha paura e attende inerme quale sarà il destino del Paese, dopo la presa lampo della Capitale da parte delle forze islamiste. Fonti talebane, hanno dichiarato all’emittente nazionale Tolo Tv, che presto sarà annunciata la formazione del loro governo, un esecutivo nel quale molto probabilmente non ci sarà traccia di altre formazioni politiche oltre a quella talebana.

La nuova rete diplomatica dei talebani

Usa e Talebani accordo di pace Doha
Usa e Talebani firmato storico accordo di pace a Doha (Getty Images)

Un altro elemento da tenere in considerazione in questo contesto, sarà quale rapporto il governo talebano andrà ad instaurare con le varie organizzazioni terroristiche presenti sul territorio quali Al Quaeda e Daesh. Proprio a riguardo, già a Doha nel 2020 i rappresentati talebani avevano garantito di non avere intenzione di stringere relazioni con queste  organizzazioni e di voler anzi cercare un dialogo con la comunità internazionale, ma in questa situazione le divisioni interne tra nazionalisti afghani e pan islamici internazionali, possono pesare in modo determinante nella scelta delle alleanze.

Come nel 2001, ai tempi del Generale Musharraf, anche in questo caso sarà il Pakistan ad avere un ruolo fondamentale nel supportare o meno le rivendicazioni dei talebani, dal momento che fino al 2001, proprio il governo di Islamabad era stato tra i principali supporter dell’emirato afghano, per poi voltargli le spalle subito dopo l’attacco della coalizione internazionale. Anche la Cina, tramite la diplomazia pakistana, in funzione anti-indiana, ha avviato contatti con la rappresentanza governativa talebana, così come Mosca che al momento ha deciso di mantenere aperta la propria ambasciata a Kabul

 

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