Sanità negata in Campania, il dramma di un’ammalata di tumore: “O mi curo o mangio”

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Agosto è l’ottavo mese del calendario. Alla fine dell’anno solare ne mancano altri quattro. Centoventi giorni in cui ai cittadini che abitano in Campania è praticamente vietato ammalarsi. Un problema che si trascina da anni e che da anni non riceve risposte strutturali. Andiamo con ordine.

Mariagrazia Del Prete

In tutta Italia esiste un budget sanitario che le Regioni, tramite una ripartizione dei fondi a livello nazionale, mettono a disposizione per i cittadini che necessitano di esami medici, cure e follow up diagnostici. Ciò per sopperire alle enormi liste d’attesa esistenti negli ospedali pubblici, dove per un singolo esame medico – anche urgente – si possono aspettare mesi; e per coprire i costi cui i pazienti vanno incontro quando, per accelerare i tempi, si rivolgono a strutture private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale. Il costo del singolo esame o del singolo ciclo di terapia, insomma, è coperto dalle regioni invece che dal cittadino. In Campania questo vale praticamente fino a metà anno.

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Sì, perché nel 2021 i fondi regionali sono terminati già nel mese di agosto. Chiunque debba sottoposti a un esame medico o a una terapia deve quindi sborsare i soldi di tasca propria. Parliamo anche dei pazienti oncologici, quelli affetti da patologie tumorali, che spesso si trovano a dover affrontare esami da trecento, quattrocento o cinquecento Euro a seduta. “Sono testimone di questo problema sin dal 2008, da quanto mi ammalai di tumore al seno.” A raccontare la sua storia ai microfoni di iNews24.it è Mariagrazia Del Prete, docente di Scienze in un liceo di Frattamaggiore, provincia di Napoli, nel mezzo di quella che è ormai tristemente nota come “terra dei fuochi”.

Polizzi (Aspat): “Da anni, in Campania, non c’è programmazione del fabbisogno sanitario”

Oltre al danno, la beffa: non solo Mariagrazia abita in una delle aree più inquinate d’Italia; ma, come molti suoi concittadini, è costretta a sborsare centinaia, se non migliaia, di Euro nel malaugurato caso dovesse necessitare di cure da agosto in poi. E se è vero che la Regione Campania ha da pochi giorni approvato un extrabudget da 72 milioni di Euro per coprire i fondi di quegli esami specialistici in favore dei cittadini che non hanno potuto svolgere esami medici a causa della pandemia, è anche vero che di soluzioni definitive ancora non se ne trovano.

Il prossimo anno, per dirla in sintesi, ci si troverà nella stessa situazione, così come denunciato anche dall’Aspat (Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale): “La Regione Campania – ha spiegato Pier Paolo Polizzi, presidente Aspat – non ha neanche abbozzato il contratto 2021 per i privati. Soprattutto, non abbiamo ormai da anni una programmazione del fabbisogno.”

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Il risultato è rappresentato dal calvario quotidiano che persone come Mariagrazia devono affrontare per potersi garantire percorsi diagnostici efficienti. “Un paziente oncologico non ha, spesso, tempo e modo di attendere mesi e mesi per un esame – ci spiega la docente – ma allo stesso tempo ti trovi di fronte a una scelta: chi percepisce uno stipendio normale o si cura, o mangia. Capita spesso che, di fronte al costo di una tac, le persone rimandino cure urgenti all’anno successivo. Questa è una violenza che noi, come cittadini italiani che pagano le tasse, subiamo ogni giorno.”

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