Ucciso dall’assessore a Voghera, la denuncia dell’avvocato: “Autopsia fatta senza avvisare la famiglia”

"L'autopsia è stata fatta senza che noi sapessimo nulla - denuncia Debora Piazza, l'avvocata di Youns Ed Boussetaoui - perché i carabinieri e la Procura ritenevano che il ragazzo fosse un senza fissa dimora e non avesse parenti stabili in Italia. Peccato invece, che i familiari siano tutti cittadini italiani".

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Siamo stati contattati da periti di tutta Italia che vogliono far emergere la verità sulla morte di Youns Ed Boussetaoui ed è quello che faremo”. A parlare ai microfoni di iNews24, è Debora Piazza, l’avvocata del trentanovenne marocchino, ucciso in piazza a Voghera dall’assessore alla sicurezza Massimo Adriatici.

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L’autopsia è stata fatta senza che noi sapessimo nulla – continua – perché i carabinieri e la Procura ritenevano che il ragazzo fosse un senza fissa dimora e non avesse parenti stabili in Italia. Peccato invece, che i familiari siano tutti cittadini italiani. Non so come sia potuto accadere questo sbaglio, se si è trattato di uno sbaglio. Quindi noi non abbiamo potuto partecipare all’autopsia”, denuncia Piazza.

Youns El Boussettaoui - Foto di Facebook
Youns El Boussettaoui – Foto di Facebook

Conoscevamo Youns Ed Boussetaoui da diversi anni perché frequentava il nostro studio. Ha avuto qualche problema dal punto di vista penalistico. Ultimamente però, aveva perso la testa ed era anche stato ricoverato in un ospedale da cui era scappato”, racconta l’avvocata.

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Omicidio Youns Ed Boussetaoui: le prime ricostruzioni

Per la morte del giovane è finito agli arresti domiciliari Massimo Adriatici che, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe sparato un colpo di pistola contro Youns Ed Boussetaoui in piazza a Voghera, in provincia di Pavia. L’episodio sarebbe scaturito da una lite tra i due finita in tragedia. Il trentanovenne sarebbe arrivato in ospedale in condizioni inizialmente non preoccupanti, ma che durante la notte si sarebbero aggravate fino a perdere la vita.

Voghera assessore
Massimo Adriatici (screenshot)

Stiamo svolgendo indagini difensive perché per noi la ricostruzione di quello che è accaduto è completamente sbagliata. Dopodiché un processo valuterà la verità processuale e, mi auguro, anche quella storica”, dice Piazza.

Per quanto riguarda l’ipotesi che il giovane sia stato sottoposto a tso, l’avvocata spiega: “Questo dobbiamo ancora accertarlo, valuteremo tutte le documentazioni mediche. Io lo conoscevo da circa cinque anni e Youns Ed Boussetaoui è sempre stato un ragazzo normale. Negli ultimi tempi aveva però problemi mentali e solo a guardarlo era palese. Dobbiamo avere dei fatti da dimostrare e ci stiamo lavorando raccogliendo testimonianze”.

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