Terra dei fuochi, tonnellate di rifiuti mai rimossi in Campania: chi sono i responsabili? [REPORTAGE VIDEO]

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C’è un pezzo d’Italia che continua a bruciare. Costantemente, poco alla volta. Un lembo vastissimo, che parte dall’hinterland a Nord di Napoli e termina nelle province del Basso Casertano. Quell’area ormai tristemente nota come “terra dei fuochi”, per via dei roghi di rifiuti che si ripetono, uguali a loro stessi, ogni estate.

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Un enorme rogo di rifiuti tra Giugliano e Villa Literno (iNews24.it)

Siamo nelle campagne tra Giugliano e Villa Literno, sul confine che delimita le due province di Napoli e Caserta. Una terra fertilissima, non a caso definita dagli antichi romani “Campania Felix”. Ciò che salta agli occhi, ai giorni nostri, sono le distese di rifiuti lasciate a marcire sul ciglio delle strade poderali. Pneumatici, lastre di amianto, guaine, rifiuti ospedalieri, materiali di risulta di lavorazioni edili. Solo un piccolo spaccato di questo triste fiume di immondizia che, ogni giorno, viene dato alle fiamme. Rifiuti industriali e scarti di lavorazioni che sarebbe troppo oneroso smaltire legalmente, almeno stando alla perversa logica di chi viene qui a sversare di tutto.

Taverna del Re e le piramidi di rifiuti

Il sito di stoccaggio rifiuti di Taverna del Re (iNews24.it)

Poco distante da questo luogo c’è poi il più grande sito di stoccaggio rifiuti di tutta la Campania: Taverna del Re. Oltre 130 ettari di ecoballe, che formano piramidi di rifiuti visibili anche ad alta quota. Lì dove una volta c’erano pescheti e meleti, si ergono questi monumenti all’immondizia che dovevano essere eliminati nel 2018. Sì, perché la Regione Campania – anno di grazia 2016 – stilò un dettagliato programma di rimozione delle ecoballe, grazie ai 450 milioni di Euro stanziati dal governo allora presieduto da Matteo Renzi. Non a caso l’acronimo stesso di Taverna del Re è “Sisp”: Sito di Stoccaggio Provvisorio. Di provvisorio, qui, sembra esserci poco e nulla. A tutt’oggi, la rimozione delle ecoballe è ferma al 17 percento, secondo i dati consultabili sul sito della Regione Campania.

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Accanto alle discariche e ai siti di stoccaggio a norma di legge, esistono poi una miriade di sversatoi abusivi che, a qualsiasi ora del giorno, diventano combustibile per i roghi. Le dense nubi di fumo nero sono ormai una costante di questo paesaggio. Da Giugliano ad Arzano; da Frattamaggiore a Trentola; da Napoli a Caserta. Una popolazione di oltre un milione e mezzo di persone che una quotidianità scandita dall’inquinamento ambientale.

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