Ue, i leader contro Orban e la legge anti-Lgbt: l’ultimatum

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La Commissione dell’Ue dà il suo ultimatum al presidente ungherese Orban e la sua legge anti-Lgbt: “Chiarimenti entro il 30 giugno”.

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Orban nel mirino dei leader Ue (Getty Images)

L’Ue prende posizione e non tollera la legge anti-Lgbt dell’Ungheria e del suo presidente Orban. Infatti la Commissione Europea ha lanciato un ultimatum a Bruxelles, in seguito alla riunione dei leader europei. Il presidente ungherese, quindi, deve dare chiarimenti non oltre il prossimo 30 giugno. Tra i più agguerriti troviamo il leader olandese Mark Rutte, pronto a cacciare l’Ungheria via dall’Unione Europea. Per Rutte non si sono alternative ed il premier dei Paesi Bassi è pronto a sottoporre la proposta anche agli altri presidente europei.

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Ma da Budapest Orban ha fatto già sapere di non voler nè uscire dall’Unione, nè revisionare la sua controversa legge. Anzi il leader ungherese rilancia, affermando di voler salvare il paese dagli ipocriti. Ma non solo, Orban durante la riunione ha affermato che la legge difende genitori e bambini accusando gli altri leader di non aver letto la legge. Parole pesanti, che non sono andate giù ai presidenti membri dell’Unione Europea.

Ue, i leader contro la legge di Orban: il presidente ungherese sulla difensiva

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Le parole del leader ungherese (photo Getty Images)

Il presidente dell’Ungheria, Orban ha difeso la sua legge affermando che non riguarda i diritti degli omosessuali e che difende le famiglie ed il modo di educare i figli. Inoltre la controversa legge sarebbe già in vigore, con Orban che addirittura va oltre ed ha affermato: “Sono un combattente per la libertà, ho combattuto durante il regime comunista per la libertà, difendo i diritti degli omosessuali ma questa legge non li riguarda“.

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La difesa di Orban, però, non ha convinto nessun presidente presente durante l’assemblea. Infatti anche Mario Draghi ha ricordato al leader ungherese l’articolo 2 dell’Unione Europea. Infatti il Presidente del Consiglio ha affermato che solamente la Commissione Europea può decidere se l’Ungheria viola o no il Trattato. Intanto l’Ue si è mossa per vie legali. In una lettera firmata dai commissari Didier Reynders (Giustizia) e Thierry Breton (Mercato interno) si chiedono chiarimenti, spiegazioni e informazioni entro il 30 giugno.

Infine l’ultima dura condanna è arrivato anche dal presidente dell’Onu, Antonio Guterres. Infatti il leader, sulla spinosa questione ha dichiarato: “Le discriminazioni non sono accettate in nessuna circostanza e qualsiasi discriminazione contro Lgbtiq è totalmente inaccettabile nella nostra società moderna“.

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