Super cashback, la classifica dell’11 giugno: sta succedendo l’incredibile

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Super cashback, la classifica dell’11 giugno: a tre settimane dalla fine dei conteggi sta per succedere qualcosa di incredibile

Ancora tre settimane e conosceremo finalmente la verità che per qualcuno sarà dolcissima e per altri amara. Perché ci sono due piani sui quali si stanno muovendo le operazioni degli italiani che puntano ad avere i rimborso da parte dello Stato.

Il Cashback è alla portata di tutti perché tanto funziona in proporzione alle spese. Il Super Cashback invece premierà solo i 100mila che potranno dimostrare di avere totalizzato più operazioni in una speciale classifica che tiene contro delle ‘strisciate’ di bancomat e carte di credito.

cashback GOVERNO DRAGHI
(Pixabay)

Già, ma quante dovranno essere per sperare di entrare in una buona posizione di classifica? Ecco, su questo punti rimane il mistero anche se la classifica aggiornata a oggi, 11 giugno indica un tetto possibile. Dovrebbero bastare fra le 520 e le 530 transazioni effettuate nei sei mesi che vanno da gennaio a giugno 2021. Parliamo di minimo sindacale perché potrà anche esserci chi ne ha effettuate ben più di 600.

In effetti il numero negli ultimi due mesi è salito decisamente anche perché all’inizi non tutti avevano capito bene il meccanismo oppure non si fidavano. In ogni caso saranno i controlli del ministero delle Finanze, dopo il 30 giugno, a redarre la classifica definitiva e quindi al momento è quasi impossibile fare previsioni.

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Super cashback, la classifica dell’11 giugno: i furbetti dei rifornimenti studiano tattiche incredibili

Ma la corsa ai 1500 euro che sono in premio per chi rientra nei primi 100mila del Super cashback ha dato vita a fenomeni strani, quasi imbarazzanti. Perché non essendo stata stabilita all’inizio una soglia minima di spesa per ogni transazione, come al solito c’è chi ha fatto il furbo.

Lo dimostra una curiosa classifica riportata dal portale HDBlog.it riprendendo i dati di una società che gestisce circa 3.000 impianti di rifornimento benzina nel Paese. Basta leggerli per capire che gli italiani non cambieranno mai. Una serie di pagamenti a cifre infime, solo per moltiplicare all’infinito le ‘strisciate’ e scalare la classifica.

coronavirus benzinai distributori
(Pixabay)

Il migliore è un automobilista che a Carugate, nel Milanese, ha messo insieme 1.092 rifornimenti nello stesso impianto con una singola carta, per un importo medio di 0,24 euro ogni transazione. Ma sul podio virtuale ce n’è anche un altro Monreale (Palermo), con 886 rifornimenti e un importo medio di 0,17 euro per transazione. Sul gradino più basso, uno a Fiumicino (vicino a Roma) con 763 rifornimenti da 0,09 euro l’uno.

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