Torre Annunziata, l’ex vicesindaco a iNews24: “Necessario un passo indietro di Ascione”

Lorenzo Diana non abbandona la parte sana di Torre Annunziata e si dice disponibile a continuare a collaborare con associazioni, parrocchie e cittadini. "Mi auguro che la città, alla prossima tornata elettorale, sappia scegliere amministratori capaci di portare Torre Annunziata fuori dalle ombre che pesano oggi. La mia conclusione interiore fin da giovane, è che non esistono luoghi impossibili da modificarsi".

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Lorenzo Diana non abbandona la parte sana di Torre Annunziata e si dice disponibile a continuare a collaborare con associazioni, parrocchie e cittadini. “Mi auguro che la città, alla prossima tornata elettorale, sappia scegliere amministratori capaci di portare Torre Annunziata fuori dalle ombre che pesano oggi. La mia convinzione interiore fin da giovane, è che non esistono luoghi impossibili da modificarsi”. Lo dice ai microfoni di iNews24 l’ex vicesindaco scelto dai vertici provinciali del Pd di Napoli dopo l’arresto di Nunzio Ariano, ex dirigente dell’Ufficio Tecnico, intercettato mentre intascava una tangente nell’ambito dei lavori per l’adeguamento delle scuole alla normativa di prevenzione anti-Covid. Diana ha ratificato le sue dimissioni dopo che anche il suo predecessore Luigi Ammendola, maresciallo della guardia di finanza, è finito in manette, perché ritenuto coinvolto nello “scandalo mazzette”. Intanto il Comune di Torre Annunziata ha deciso di costituirsi parte civile, se dovesse instaurarsi un procedimento penale nei confronti dell’ex vicesindaco Ammendola.

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Tornerebbe ad occuparsi della politica di Torre Annunziata?
Lo escludo. Non mi sottrarrò al confronto con chi me l’ha chiesto, ma escludo di occuparmene oggi. Già dopo l’omicidio di Maurizio Cerrato dicevo che ogni città merita gli amministratori che ha e invitavo i cittadini a scegliere un consiglio comunale migliore. Ho una profonda convinzione etica e politica: se non diamo il messaggio di poter risolvere anche le situazioni difficili, scatta la rassegnazione e la sfiducia e viene meno qualsiasi ragione di impegno politico e civile. Mi auguro che la città, alla prossima tornata elettorale, sappia scegliere amministratori capaci di portare Torre Annunziata fuori dalle ombre che pesano oggi. La mia conclusione interiore fin da giovane, è che non esistono luoghi impossibili da modificarsi. Pertanto qualsiasi posto mi vede non estraneo a dare una mano, anche a distanza. Riuscire a vincere le sfide in luoghi difficili, vuol dire rendere più facile l’impegno al cambiamento in qualsiasi altro posto. Per questo ho accettato l’impegno a Torre Annunziata solo dopo settimane di confronto e riflessione. E devo dire che in città ho trovato risorse, associazioni, persone, espressioni politiche, religiose e laiche che operano bene e si fanno apprezzare. A loro ho comunicato per primi la decisione delle mie dimissioni e nei loro confronti sarò sempre disponibile”;

Lorenzo Diana - Foto Facebook
Lorenzo Diana – Foto Facebook

Ma prima delle sue dimissioni, come ha trovato la città di Torre Annunziata?
A una riunione del 19 maggio del Comitato provinciale dell’ordine pubblico con il prefetto, Procura cittadina e Dda, oltre che con i vertici di polizia, è emerso un forte richiamo di queste istituzioni a prestare attenzione alla realtà di Torre Annunziata e una sottovalutazione del problema da parte di membri dell’amministrazione e anche da parte del sindaco. A quel tavolo con il Comitato di sicurezza mi sono reso contro che c’era il rischio che il Comune venisse individuato più come una controparte che come una delle istituzioni che lavora per venir fuori dai grandi problemi di illegalità sul territorioDa quel momento si è aperta una discussione molto forte e serrata tra me, il sindaco e il resto della giunta. Non ho più partecipato a giunte, fino a una settimana prima delle mie dimissioni, quando ho chiesto il cambiamento dei dirigenti di tre uffici”;

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Quali uffici?
L’Ufficio Tecnico, Polizia municipale e Beni confiscati. Nell’Ufficio Tecnico abbiamo trovato molte anomalie in gare di appalto che abbiamo dovuto sospendere perché avevano procedure illecite. Ad esempio la gestione delle strisce blu o la videosorveglianza. Come si sa, c’è l’obbligo di legge dal 2018 per le gare “sotto soglia” (150mila euro per i lavori pubblici e 40mila per forniture di servizi) di dotarsi di una piattaforma elettronica per individuare le ditte per fare le gare. Da tre anni e mezzo l’ufficio procedeva ad individuare le ditte senza la piattaforma elettronica obbligatoria. Nel caso di lavori “sopra soglia” si procede con le gare di appalto. Quelle sospese a Torre Annunziata appartengono a questo tipo di gare. Abbiamo trovato anche alcuni affidamenti senza la certificazione antimafia, obbligatoria per legge. Per queste ragioni, quell’ufficio andava cambiato completamente notevolmente”;

Sala Consiliare Torre Annunziata - Pagina Facebook Ufficiale Comune di Torre Annunziata
Sala Consiliare Torre Annunziata – Pagina Facebook Ufficiale Comune di Torre Annunziata

E nel caso della polizia municipale?
La polizia municipale non esercita adeguatamente il controllo dovuto sul territorio. Non è solo un problema di carenza di personale. Siano uno, dieci o cento, i vigili, devono seguire le procedure legali. È un problema di qualità”;

Aveva inoltre chiesto un nuovo dirigente ai beni confiscati…
Dieci giorni fa, su mia iniziativa, abbiamo fatto un incontro all’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati per un esame complessivo di quelli assegnati al Comune di Torre, circa 45, è emerso che di questi, solo 5 sono già assegnati. Durante questi pochi mesi ce ne sono stati consegnati altri 4. Mi ero mosso perché si accelerassero le consegne di altri beni. Ho scoperto che c’era una lettera dell’Agenzia dei Beni Confiscati risalente al 2016, nella quale si invitava il Comune ad effettuare sopralluoghi da parte dell’Ufficio Tecnico e della polizia municipale per procedere alla consegna. Ho scoperto che questi sopralluoghi in cinque anni non sono mai stati completati. Ho scritto agli Uffici affinché procedessero. Da queste vicende è emerso che alcuni uffici non sono capaci di garantire funzionalità e trasparenza. Per cui ho chiesto la nomina di nuovi dirigenti esterni di grosso spessore tecnico e professionale, oltre che di grande affidabilità nei termini di trasparenza e legalità. Il prefetto, il 19 maggio si era offerto di dare una mano per individuare dirigenti che potessero risolvere questi problemi ed io ero d’accordo”;

Nunzio Ariano - Foto Facebook
Nunzio Ariano – Foto Facebook

Poi è arrivato l’arresto di Ammendola…
È stato arrestato Ammendola e ci siamo trovati di fronte a una dichiarazione del sindaco, a mio parere frettolosa e sbagliata, in cui ha detto di andare avanti come se nulla fosse. Io penso che ci siano problemi, non di mancato garantismo. Avendo dovuto subire indagini e gogna mediatica, non posso non essere garantista. Gli arrestati e gli indagati del Comune di Torre hanno diritto alla presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Ma io parlo di cose trovate all’interno del Comune che non vanno: non ho trovato la voglia di voltar pagina, di avere nuovi dirigenti”;

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Cosa ha fatto non appena è stato nominato vicesindaco di Torre Annunziata?
Una volta lì mi sono messo all’opera ed ho osservato con grande curiosità la situazione degli uffici e dell’azione amministrativa. Avendo avuto il Comune un problema di corruzione nell’ufficio tecnico, ho subito fatto approvare un piano anticorruzione con norme vincolanti e capaci di prevenirla. Norme che sono uniche a livello nazionale”;

Ad esempio?
Gli atti di spesa e le determine dei dirigenti, prima di essere assunte, devono essere obbligatoriamente trasmesse all’ufficio anticorruzione del Comune diretto dal segretario comunale. Abbiamo istituito un controllo preventivo, vietando inoltre di procedere ad affidamenti diretti, che pur sono consentiti dalla legge. Poiché la corruzione era avvenuta proprio su un lavoro dal valore di 200mila euro su cui era chiesta tangente, abbiamo deciso di far procedere sempre per bandi pubblici, salvo in casi di emergenza imprevedibili. Abbiamo approvato l’estensione dell’obbligo di informativa antimafia per le ditte, anche quando non previsto dalla legge e infine, ho fatto raddoppiare la percentuale di controllo degli atti dei dirigenti, a campione. Nei Comuni, come si sa, è obbligatorio avere un ufficio anticorruzione e un piano anticorruzione. Ho portato al 6% la percentuale di controllo a sorteggio degli atti di spesa (normalmente è del 3%). Queste norme sono di ostacolo e dissuasione alle azioni corruttive”;

Luigi Ammendola - Foto Instagram
Luigi Ammendola – Foto Instagram

Il piano è stato approvato…
Questo piano è passato in giunta, ma avevo provato a passarlo in consiglio comunale perché volevo che fosse coinvolto. Quel giorno è venuto meno nel numero legale. È stato un segnale di spia non positivo. Però l’abbiamo approvato in giunta subito dopo e siamo andati avanti. In due mesi, insieme agli altri colleghi della giunta, alcuni provenienti da fuori città, siamo riusciti ad approvare il preliminare del Piano Urbanistico Comunale a quarantanove anni di distanza da quello vecchio”;

L’omicidio di Maurizio Cerrato è stato un punto di rottura…
Quando è stato ucciso Maurizio Cerrato mi sarei aspettato una massima iniziativa politica e istituzionale, per isolare da un lato, questa frangia di delinquenza che arriva ad uccidere una persona incolpevole per nulla e che orbita attorno a una camorra storica radicata; dall’altro per suscitare una reazione dell’intera città, facendo crescere la consapevolezza civile. Se un delinquente arriva ad ammazzare per nulla, lo fa perché sente un tale dominio. Questo fenomeno deve allarmare e avevo richiesto una forte mobilitazione. Avevo chiesto anche un consiglio comunale aperto in cui venisse coinvolta tutta la città, ma non è mai stato convocato. Ho assunto io l’iniziativa e nella Parrocchia del Santo Spirito ci siamo riuniti con associazioni, scuole e parrocchie. Anche qui ho trovato molte assenze del consiglio comunale. Per me è stato anche questo un segnale di allarme”;

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Perché ha accettato di diventare vicesindaco di Torre Annunziata?
Fui chiamato dai vertici provinciali del Pd di Napoli perché dessi una mano al Comune dove era stato arrestato l’ingegnere capo. Mi fu chiesto di aiutare per promuovere una svolta nell’azione amministrativa sul terreno della legalità e della trasparenza. Dopo una discussione di settimane in cui avevo posto varie condizioni, accettai. Sarebbe stata un’azione di svolta da portare avanti senza remore e senza freni. Se non avessi verificato una volontà e un impegno reale comune, avrei potuto dimettermi”;

In cosa avrebbe sbagliato il sindaco Vincenzo Ascione, secondo lei?
A non aver dato un vero slancio alla svolta chiesta alla giunta. Era l’unica condizione che avrebbe giustificato il mio arrivo e la mia presenza. Dall’omicidio Cerrato in poi ho riscontrato poca voglia di cambiare le cose e anche gli uffici. Insieme al Pd provinciale eravamo d’accordo che fosse necessario un passo indietro del sindaco, che però non è avvenuto. Ero e sono per le dimissioni per aprire una profonda discussione. Non si può continuare come se nulla fosse accaduto. Non solo per quello che ha registrato la magistratura, ma anche quello che noi abbiamo visto all’interno degli uffici”;

Vincenzo Ascione - Foto Facebook
Vincenzo Ascione – Foto Facebook

Crede che sia necessaria una Commissione d’accesso a Torre Annunziata?
Venti giorni fa con il Pd abbiamo chiesto di mandare la Commissione d’accesso in tre comuni: Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Torre del Greco. In quell’area ci sono circa quindici clan con forte radicamento storico, che ora dominano quel territorio e talvolta lo narrano con le loro vicende criminali. Queste città hanno bisogno invece di un’altra narrazione. Anziché registrare una crescita di consapevolezza, attenzione e impegno, ho dovuto registrare man mano un arretramento fino alla vicenda di lunedì che ha visto coinvolto l’operato dell’ex vicesindaco Ammendola”;

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Ha trovato uffici comunali che invece, secondo lei, lavorano bene?
L’ufficio anticorruzione e l’ambito del servizio sociale sono stati collaborativi. Dopo l’omicidio Cerrato mi sono reso conto che a Torre Annunziata c’è una dispersione altissima dell’obbligo scolastico e ho cercato di individuare qualche soluzione. Ne vado orgoglioso perché abbiamo fatto una cosa unica in Italia: una delibera in cui abbiamo vincolato l’elargizione del reddito di cittadinanza al rispetto dell’obbligo scolastico. Già c’è nella legge ma non viene operata da nessuno. In questo caso ho trovato la disponibilità dell’ufficio preposto ai servizi sociali del Comune. In ogni realtà ci sono sempre risorse positive da valorizzare e utilizzare”;

Cosa ha lasciato, secondo lei, ai cittadini?
“Ho ricevuto molto messaggi di solidarietà e sostegno e questo mi ha commosso. Li andrò a trovare per continuare con loro un rapporto di reciproco arricchimento. L’ho promesso alle parti civili, ma anche ad alcuni amministratori e uffici, perché come ho detto, ho trovato anche uffici che lavorano bene”.

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