Napoli, il sequestro di Villa Ebe: “In questi anni solo chiacchiere”

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Siamo sulla collina di Pizzofalcone, a due passi dal Monte Echia: il luogo dove gli antichi cumani fondarono Napoli. Luogo storico per la città, anche se a vederlo non si direbbe dato che il degrado è palpabile. Uno degli esempi più lampanti è Villa Ebe: castello neogotico del 1922 progettato dall’architetto britannico Lamont Young come sua alcova d’amore e dedicato a sua moglie Ebe. Dall’anno 2000, quando un incendio ne distrusse totalmente gli interni, la villa versa nella totale decadenza e nell’abbandono istituzionale. Lo stabile è, infatti, attualmente di proprietà del Comune di Napoli.

Villa Ebe (inews24)

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In tutti questi anni, solo l’associazione “Centro Incontro delle Arti”, presieduta dall’artista e professore di Storia dell’Arte Pasquale della Monaco, si è presa cura di questi spazi: riqualificando i giardini antistanti e organizzando eventi quando i luoghi erano ancora agibili. Della Monaco, attraverso una concessione offerta dal Comune di Napoli, è così diventato il vero e proprio “custode” della villa. Almeno fino al mese scorso, quando la giunta presieduta dal sindaco Luigi de Magistris ha deciso di non rinnovare l’affidamento. Nei piani di Palazzo San Giacomo c’è infatti, a 21 anni dall’incendio, di procedere a una riqualificazione totale della struttura. Intanto, però, questa mattina – venerdì 7 maggio – il primo risultato è di segno del tutto opposto.

Il degrado in cui versa l’ingresso (inews24)

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I carabinieri del Nucleo Tutela Beni Culturali hanno eseguito un’ordinanza di sequestro disposta dal giudice per le indagini preliminari. Secondo la procura di Napoli, la staticità della struttura è talmente compromessa da costituire un serio pericolo per l’incolumità pubblica. Le indagini, condotte dai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli e Ludovica Giugni, dovranno accertare quanto le condizioni di degrado siano ascrivibili a responsabilità dirette del Comune. Amara la reazione di della Monaco: “In questi anni, da parte delle istituzioni, sono state fatte solo chiacchiere – dice ai microfoni di iNews24.it – di tutta l’attività culturale svolta ora rimane solo un cartello affisso a un cancello”, dice riferendosi al provvedimento di sequestro.

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