Sequestro Astrazeneca, Bassetti a iNews24: “Sanitari indagati? Legge italiana sbagliata”

Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, commenta, tra le altre cose, l’inchiesta che vede indagati un medico e un infermiere per la morte di Stefano Paternò, sottufficiale della Marina militare, deceduto in seguito alla somministrazione di Astrazeneca.

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Ad oggi noi non sappiamo con certezza di questi decessi perché c’è di mezzo la magistratura ed io mi auguro che si faccia luce il prima possibile perché sta già passando troppo tempo. In un momento come questo ci vogliono risposte rapide, chiare, limpide. Io avevo chiesto una risposta entro 48 ore”. A parlare è Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, che ai microfoni di iNews24 commenta, tra le altre cose, l’inchiesta che vede indagati un medico e un infermiere per la morte di Stefano Paternò. Il sottufficiale della Marina militare è morto dopo la somministrazione di Astrazeneca e sono in corso indagini per capire se ci sia o meno una correlazione tra il vaccino e il decesso. “Anche se il lotto non andasse bene, per quale motivo l’operatore sanitario che somministra il vaccino deve essere indagato? Non sto assolutamente andando contro la magistratura, dico però che in Italia è sbagliata la legge”.

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Sono in corso accertamenti sui lotti di Astrazeneca che sono stati ritirati. Dopo un allarme iniziale però, sono arrivate rassicurazioni da varie parti. Cosa pensa a riguardo?
Nella stessa giornata si sono sommati due episodi apparentemente separati: il ritiro di alcuni lotti in Danimarca e in altri Paesi per fenomeni di tipo trombotico e contestualmente due decessi in Italia. È tutto da provare se fossero legati al vaccino e c’è un nesso temporale. Per cui anche qui, nella stessa giornata si è deciso di stoppare quei lotti. È evidente che è stato un giorno abbastanza difficile, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione. Perché ai cittadini è arrivato il messaggio che Astrazeneca uccide la gente e causa la trombosi. Nella realtà il messaggio che deve passare è che gli enti regolatori che sono lì a vigilare per stare dalla parte del cittadino sono intervenuti immediatamente. È importante fare tutte le indagini del caso per capire se questi casi di trombosi sono legati alla vaccinazione o si sarebbero verificati lo stesso, così come i decessi”;

Sono in corso le indagini sui decessi in Sicilia.
Ad oggi noi non sappiamo con certezza di questi decessi perché c’è di mezzo la magistratura ed io mi auguro che si faccia luce il prima possibile perché sta già passando troppo tempo. In un momento come questo ci vogliono risposte rapide, chiare, limpide. Io avevo chiesto una risposta entro 48 ore. Proprio adesso che si stava iniziando ad andare un po’ più veloce, questa cosa non ci voleva. Con questo nessuno vuole fermare le indagini, però è importante andare avanti”;

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Per la morte di Stefano Paternò, sottufficiale della Marina militare, sono indagati anche un medico e un infermiere. Si tratta di un atto dovuto prima di eseguire l’autopsia.
La messa sotto accusa da parte della magistratura dell’infermiere e del medico che hanno fatto il vaccino, non aiuta. Anche se il lotto del vaccino non andasse bene, per quale motivo l’operatore sanitario che somministra il vaccino deve essere indagato? Non sto assolutamente andando contro la magistratura, dico però che in Italia è sbagliata la legge. Il problema non è di chi somministra il prodotto che ti ha fatto male, ma eventualmente di chi dà il prodotto. Quindi anche su questo ci sarebbe voluto un intervento da parte del governo. È una cosa che si doveva organizzare prima. Così come si è pensato di fare una sorta di “ombrello” nei confronti dei medici che curavano i pazienti, si sarebbe dovuto fare lo stesso per i vaccini”;

Danimarca sospende AstraZeneca
(Foto: Getty)

Astrazeneca è sicuro o no?
Quello che sappiamo ad oggi è che tra Europa e Gran Bretagna, su 15 milioni di persone vaccinate, non c’è stato neanche un decesso legato al vaccino. In Inghilterra ci siano stati più di 250 casi di decessi avvenuti nei momenti successivi e nessuno si è rivelato essere legato alla vaccinazione. Inoltre, gli effetti collaterali sono nell’ordine di 1 su 10mila. Questo ci permette di dire oggi che il vaccino di Astrazeneca, come gli altri, è sicuro e i benefici sono decisamente superiori rispetto ai rischi. Rischi che sono presenti per ogni tipo di farmaco e vaccino”;

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Quello che è accaduto però, ha fatto preoccupare tanti cittadini
Oggi c’è una cattiva pubblicità di Astrazeneca e mi auguro che venga fatta chiarezza. L’azienda l’ha già fatto in parte. Avrebbe forse dovuto fare di più. In una situazione del genere avrebbe avuto senso istituire un numero verde mettendo a disposizione dei medici che rispondessero alle telefonate delle persone preoccupate. Bisogna parlare alla gente. Forse sarebbe corretto se l’Aifa chiedesse all’azienda di rendersi disponibile a rispondere alle lecite domande degli utenti. Io mi auguro che l’11 marzo non sia l’11 settembre per la campagna vaccinale. Mi risulterebbe che alla fine la percentuale di persone che ha deciso di non vaccinarsi, nella mia Regione è intorno al 2,5%. Quindi il 97,5% di quelli a cui è stato proposto Astrazeneca lo hanno fatto. In questo momento la campagna non può e non deve fermarsi. Chi non vuole fare Astrazenca, è libero di non farlo, ma è evidente che il vaccino andrà ad un’altra persona. Dobbiamo dire agli italiani che facendo il vaccino usciremo da questo momento difficile. Chi non vuole farlo, è libero. Vorrà dire che quando vedranno i benefici sui vaccinati, anche loro si convinceranno. Credo che il miglior convincimento venga dai risultati”;

Covid Bassetti
Matteo Bassetti (da Facebook)

Secondo lei l’organizzazione della campagna vaccinale, così pensata, sarà efficiente?
Siamo ancora nella fase iniziale di Draghi. Mi sembra che già ci siano alcuni segnali. Da sei mesi dico che bisogna utilizzare ogni sito possibile per fare le vaccinazioni: parcheggi, aeroporti, stazioni, fiere. Si dovrebbe rendere più semplice sia la somministrazione del consenso informato, che dare la possibilità a più persone possibili di fare il vaccino. Oggi in Italia, il vaccino si può fare sotto osservazione medica, e anche questo si dovrebbe semplificare, anche per rendere più fluida la vaccinazione. Si dovrebbe rendere possibile che venga somministrata anche da altri operatori. Il problema non è solo trovare i posti e i vaccini, ma anche il personale per somministrarli”;

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Intanto nei giorni scorsi anche il vaccino Janssen ha avuto il via libera da parte dell’Ema.
Mi dispiace che nel giorno in cui arriva l’approvazione del vaccino Johnson & Johnson, è proprio stato il giorno del disastro di Astrazeneca. In ogni caso è una possibilità in più. Si somministra in una sola dose per cui semplificherà la possibilità di vaccinare. Io credo che aprire a più vaccini è ancora meglio. Resto dell’idea che anche Sputnik, se ci fosse la possibilità, una volta approvato dall’Ema, andrebbe implementato nel nostro Paese”;

Ieri, venerdì 12 marzo, il premier Mario Draghi ha annunciato l’intenzione di produrre il vaccino in Italia. Ha dubbi in merito?
Non ho dubbi sulla produzione del vaccino in Italia. La farmaceutica italiana è leader del mondo. Le aziende che si sono candidate per produrre i vaccini sono serie, quindi ben venga produrlo qui il prima possibile. È evidente che non ci riusciranno nei prossimi mesi, ma tra sei mesi avremo i richiami da fare e dovremo vaccinare chi deciderà di farlo in un secondo momento. Ben venga che l’Italia diventi autosufficiente, per evitare di dover dipendere dagli altri. Oggi il vaccino è come il petrolio di vent’anni fa. Negli Usa tutti i cittadini saranno vaccinati entro il primo maggio e si stanno avviando a festeggiare il 4 luglio la loro festa nazionale come prima della pandemia. Dovremmo guardare questo come un esempio, ma oggi per noi è un miraggio, stanno tornando a una vita quasi normale. Questo accade anche in Inghilterra dove ieri ci sono stati pochissimi decessi per il Covid. Parliamo di un Paese di 80 milioni di abitanti che aveva 1500 – 2000 morti al giorno”;

Mario Draghi cambio campagna vaccinale
Mario Draghi (Facebook)

Il nuovo decreto del Governo continua con il sistema delle zone a colori. Inoltre si prevede una Pasqua blindata. Sarà efficace secondo lei?
Mentre per quanto riguarda i vaccini sembra che ci sia stato un cambio di passo e un modo diverso di concepire la situazione, per quanto riguarda i provvedimenti mi sembra che siamo rimasti più o meno sulla stessa linea. D’altronde il ministro e il Cts sono quelli di prima. L’idea rimane quella delle colorazioni castiganti. Nelle zone dove le cose vanno male, spesso le regole previste dalle zone rosse sono addirittura poco efficaci. Si dovrebbe intervenire in maniera più aggressiva, con un coprifuoco h24, scuole tutte chiuse e controlli a tappeto come avveniva nel lockdown a marzo. Ma bisogna chiudere zone mirate, non un’intera regione”;

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Lei si è detto spesso d’accordo con l’idea di istituire zone rosse localizzate.
Sono d’accordo sul sistema a zone. Il primo Dpcm di ottobre prevedeva interventi su base locale, potenzialmente anche provinciale, comunale, addirittura di quartieri. Questi sono gli interventi che si devono fare. Non è giusto colorare una regione rossa come la Lombardia. È evidente che alcune città ne abbiano bisogno, ma non tutte e la Lombardia non è una regione piccola. Una misura quando è destinata a grosse aree perde di forza. Servono zone rosse locali perché sono più mirate. Sia perché la gente è stanca che perché servono i controlli”;

Covid-19
(Foto: Getty)

Com’è la situazione in Liguria?
La Liguria è un esempio per l’Italia. Abbiamo avuto un focolaio prima di Sanremo e l’abbiamo tenuto sotto controllo. La situazione adesso è ottima. Siamo arancioni, ma con un Rt lievemente sopra. Per quanto riguarda gli ospedali, siamo ampiamente sotto i riempimenti delle terapie intensive e dei posti letto. Abbiamo dei contagi, ma non abbiamo visto ancora arrivare la terza ondata come in altre Regioni. La Liguria è una mosca bianca, completamente circondata da Regioni dove le cose vanno male. È giusto riconoscere anche un lavoro fatto. Siamo rimasti colpiti dalla prima e dalla seconda ondata, ma ci siamo organizzati, la task force ha lavorato molto bene”.

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