Marte, il rover Perseverance è atterrato: le prime foto della NASA

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Marte, il rover Perseverance è atterrato: le prime foto della NASA. La missione partita lo scorso 30 giugno è concentrata sul cratere Jezero

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Marte, il rover Perseverance è atterrato: le prime foto della NASA (Foto: Getty)

La NASA ha rivelato le prime immagini scattate dal suo rover Perseverance su Marte. Le foto mostrano la superficie del pianeta rosso, confermando che il rover è stato in grado di atterrare in sicurezza e fornire le prime informazioni di controllo della missione e la sua localizzazione. Questo è il primo passo di una missione che dovrà cercare di rintracciare prove di vita aliena nel nostro sistema solare.

Le immagini sono arrivate sulla terra oltre 11 minuti dopo essere state scattate, a causa del ritardo causato dalla distanza spaziale.

Il Perseverance è attrezzato con 25 telecamere e due microfoni, utilizzati per documentare il viaggio verso Marte.

La missione era scattata il 30 giugno scorso, con il Jet Propulsion Laboratory che ha percorso quasi 3,9 milioni di chilometri in poco più di sette mesi.

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Marte, il rover Perseverance è atterrato: arrivano le prime immagini dal pianeta rosso

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Marte, il rover Perseverance è atterrato: le prime foto della NASA (Foto: Getty)

Perseverance, il rover più grande e avanzato mai inviato dalla NASA, è diventato il nono veicolo spaziale ad atterrare con successo su Marte, di quelli partiti dagli Stati Uniti. Ad essi vanno aggiunte le sonde arabe e cinesi inviate sempre nel 2020.

Il veicolo delle dimensioni di un’auto, alimentato al plutonio, è arrivato al cratere Jezero, centrando l’obiettivo più piccolo e più difficile. Si tratta di una striscia di poco meno di 10 chilometri quadrati su un antico bacino di un lago. Gli scienziati ritengono che in quella zona circa 3 o 4 miliardi di anni fa era presente acqua e quindi, molto probabilmente anche qualche forma di vita.

Nei prossimi due anni, Percy, come viene soprannominato, utilizzerà il suo braccio di 2 metri per perforare e raccogliere campioni di roccia con possibili segni di vita microscopica passata. L’obiettivo è riportarli sulla Terra già nel 2031.

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