Covid, primo caso di variante nigeriana a Napoli: la stessa della GB

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Covid, primo caso di variante nigeriana a Napoli: la stessa della Gran Bretagna. E’ stata classificata come “B1525” e ha coinvolto anche Danimarca e USA

Variante Napoli Covid
Covid, primo caso di variante nigeriana a Napoli (Foto: Getty)

Una nuova variante si aggiunge a quelle riscontrate in Italia nell’ultimo periodo. Dopo quella brasiliana, inglese e sudafricana, ora c’è anche quella nigeriana. Il nuovo ceppo del virus noto come B1525, è stato registrato già 38 volte in Gran Bretagna e ha fatto segnare casi anche in Danimarca, Canada e Stati Uniti. Si ritiene che la prima volta sia comparso in Nigeria a dicembre e da lì sia arrivato nel Regno Unito e nel resto d’Europa. Il ceppo porta la mutazione E48K che è stata trovata su entrambe le varianti sudafricane e brasiliane, con in più la mutazione Q677H, sempre sulla proteina spike.  

Il primo caso italiano si trova a Napoli. Si tratta di un professionista di ritorno da un viaggio in Africa, sottoposto regolarmente a tampone. Secondo quanto comunicato dalla Regione Campania, il soggetto è in isolamento e sotto osservazione.

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Covid, primo caso di variante nigeriana a Napoli: nuovi contagi anche in USA e Regno Unito

Variante Covid Napoli
Covid, primo caso di variante nigeriana a Napoli: la stessa della GB (Foto: Getty)

Come si legge sulle colonne del Fatto Quotidiano: “Dopo un confronto con il gruppo del Reparto Zoonosi Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità abbiamo avuto la conferma che si tratta di una variante descritta finora in un centinaio di casi in alcuni paesi europei ed africani, ma anche negli Stati Uniti”. A spiegarlo è un ricercatore dell’Istituto dei tumori di Napoli, Nicola Normanno.

Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale GISAID ed avvertito le autorità sanitarie competenti”.

La preoccupazione principale per queste nuove varianti è la loro capacità di resistere ai vaccini per il Covid. Proprio per questo è fondamentale mantenere alta l’attenzione e ridurre al minimo le possibilità di contagio e diffusione, soprattutto per chi torna dall’estero.

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