Puglia (M5s) a iNews24: “Se Draghi fosse disponibile ai nostri temi, noi pronti al dialogo”

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Sergio Puglia
Sergio Puglia (@Facebook)

Il senatore del Movimento 5 Stelle, Sergio Puglia, smorza le tensioni interne al gruppo e difende il confronto avviato dai leader: “Quando discutono gli altri è dialettica, quando succede a noi,  siamo sempre a rischio scissione”. Tra i punti fondamentali per sostenere l’esecutivo Draghi, oltre al reddito di cittadinanza e la svolta “green”, c’è anche la riforma della prescrizione. Nessun veto particolare ad un allargamento della maggioranza, ma dipenderà dai temi: “Difficile un accordo con Berlusconi e Salvini, meglio centristi e delusi da Forza Italia”

 

Senatore, siamo al secondo giorno di consultazioni del Presidente incaricato Mario Draghi e lo scenario politico rimane tuttora incerto, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Tra dichiarazioni di sostegno, posizioni attendiste e veti incrociati, lei che idea si è fatto, a che punto siamo veramente?

 “Innanzitutto dobbiamo partire da un presupposto e cioè che ci siamo ritrovati in una crisi al buio, senza aver realmente capito perché una delle forze che componevano la maggioranza di governo abbia voluto insistere su questa strada. Detto ciò, ora siamo in una nuova fase in cui il Presidente della Repubblica ha richiamato le forze politiche ad una responsabilità che va al di là delle ideologie e delle bandiere. È il momento di compattarci con un unico obiettivo: quello di far uscire l’Italia da questa crisi sanitaria, politica ed economica”

Inizialmente però il reggente Vito Crimi aveva dichiarato che il Movimento 5 stelle non avrebbe appoggiato un esecutivo a guida Draghi.

“Quando inizialmente è stato fatto il nome di Mario Draghi, si parlava di un governo tecnico. Per noi quella non era una strada percorribile, ma non era ancora chiaro che il governo potesse continuare ad avere una matrice politica. È ovvio che nel momento in cui una personalità come Draghi, preparatissimo e rispettato a livello internazionale, dovesse rendersi disponibile a portare avanti i temi della nostra agenda politica, allargando il coinvolgimento anche ad altre forze politiche che condividono la nostra visione di futuro, allora i presupposti per il dialogo ci sarebbero tutti”

La fronda interna al Movimento 5 Stelle

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Grillo, Di Maio e Di Battista (Getty Images)

Non deve essere facile però far accettare a tutti, base e parlamentari, un sostegno ad un governo dell’ex governatore della Bce…

“Un compromesso l’abbiamo già trovato in passato, dimostrando responsabilità e senso delle istituzioni, non a caso siamo riusciti a creare una sintesi, sia con il governo Conte-1 che con il Conte-bis, insieme a forze politiche molto diverse. Anche se una parte della cittadinanza e dell’elettorato ha faticato a capirlo, noi abbiamo già dimostrato di saper superare le ideologie e di saper unirci  intorno ai temi e alle idee”

Si parla di tensioni all’interno dei gruppi parlamentari, Di Battista, Lezzi ed altri non hanno usato toni proprio concilianti nei confronti di un ipotetico sostegno ad un esecutivo a guida Draghi. C’è chi parla addirittura di una prossima scissione.  Può dirci qualcosa a riguardo?

“Se c’è una cosa bella e trasparente del nostro modo di fare politica, è senza dubbio il modo in cui portiamo avanti la nostra discussione interna. La differenza è che quando sono gli altri partiti a confrontarsi, la chiamano dialettica, quando succede a noi, allora siamo sempre a rischio scissione. Stiamo portando avanti una discussione aperta e sincera, come è giusto che sia, nulla di più. Siamo cittadini di destra, di centro, di sinistra,  liberi dalle ideologie, che si confrontano, anche animatamente, per trovare una soluzione.  Ben venga e viva la democrazia”

Quali sono per voi  i punti fondamentali sui quali chiedere garanzie al Presidente incaricato Draghi, in cambio di un vostro ipotetico sostegno?

“Questo è esattamente il punto cruciale. Dobbiamo tenere presente che in questi anni abbiamo portato a casa risultati importanti su alcuni temi che per noi sono fondamentali, ma che ora vanno difesi, sviluppati e rafforzati. Mi riferisco al reddito di cittadinanza, alla legge anticorruzione, alle infrastrutture, ad un progetto serio di riconversione ecologica. Ah e poi ovviamente c’è anche la prescrizione

Ma come, non è proprio sulla Giustizia e in particolare sulla riforma della prescrizione che è crollato l’esecutivo?

“Appunto, deve essere ripresa e portata avanti.”

Larghe intese: Da Renzi ai centristi, fino a Berlusconi e Salvini

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Salvini e Berlusconi (via Getty Images)

Ma si possono fare tutte queste cose governando con Renzi, Berlusconi e magari anche con la Lega di Salvini ?

“Eh no, forse così diventerebbe un po’ troppo complicato”

E quindi, da chi dovrebbe essere sostenuto questo governo Draghi per avviare e consolidare queste riforme?

“Si dovrebbe innanzitutto ripartire da quelle forze politiche che componevano l’ultima maggioranza”

Anche con Renzi?

“Sì, ma sarebbe opportuno riuscire ad allargare anche ad altre realtà, magari che ora fanno parte di alcuni gruppi parlamentari nei quali l’azione moderata e riformista fatica a trovare una sponda “

Quindi, centristi e delusi da Forza Italia?

“Anche, certamente. Ci sono molti centristi con cui si può dialogare e portare avanti insieme proposte su temi importanti per il Paese, con l’obiettivo di costruire un governo politico forte e stabile. Non c’è tempo da perdere, perché dove arretra la politica, restano solo la burocrazia e la tecnocrazia”

 

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