Caos scuola, il presidente del sindacato medici 118: “I bambini diffondono il Covid”

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“A partire dal 18 gennaio valuteremo, dal punto di vista epidemiologico, se ci sono margini per ritornare a scuola per la primaria. Faremo le verifiche definitive dopo il 25, se abbiamo una ripresa di contagio la situazione rimarrà quella di oggi.” Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, apre un piccolo spiraglio per la didattica in presenza: lunedì 11 gennaio rientreranno in aula le classi dell’infanzia, nonché le prime e le seconde della scuola elementare. Per tutte le altre, anche in questo primo mese del 2021, si prospettano giorni dedicati alla didattica a distanza, nel caos scuola italiano causato dall’emergenza covid.

Emergenza covid per cui la Campania rimane, a tutt’oggi, la regione che ha adottato la linea più intransigente per quanto concerne il ritorno degli studenti a scuola. Basta ricordare qualche numero: in Italia, sono circa 2,7 milioni gli studenti delle scuole superiori che seguono le lezioni in Dad. A questi, vanno aggiunti i circa 400mila alunni di classi primarie e secondarie di I grado in Campania: coloro che, in tenera età, non hanno ancora avuto modo di rivedere i banchi di scuola, costretti in casa dalla pandemia.

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“Da quando c’è la DaD non esiste più una vita.” A parlare, ai microfoni di Inews24.it, è la signora Anna De Fazio, madre di tre bambini di 8, 5 e 3 anni di Grumo Nevano, provincia Nord di Napoli. De Fazio rileva tutte quelle che sono le conseguenze negative del caos scuola e della DaD. A partire dalla salute mentale dei bambini: “Vivono 24 ore su 24 dentro le mura domestiche. Stanno vivendo una situazione più grande di loro, dato che gli è stato tolto tutto, dal piacere di uscire di casa a quello di passare del tempo con i loro amici.” Non solo: “Noi genitori siamo costretti dentro le mura domestiche, senza alcuna possibilità di andare a lavorare. Chi non può rinunciare al lavoro, è obbligato a lasciare i bambini da soli a casa per tutta la mattina.”

Dr. Paolo Ficco: “I bambini portano l’infezione”

D’altro canto, la situazione epidemiologica richiede scelte drastiche: “I bambini sono latori dell’infezione – afferma ai nostri microfoni Paolo Ficco, medico e presidente nazionale del Saues (Sindacato Autonomo Urgenza ed Emergenza Sanitaria, che rappresenta i medici del 118 e del Pronto Soccorso) – dato che sono, per la maggior parte, paucisintomatici o asintomatici.

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“Abbiamo fatto una ricerca, per la quale la curva di risalita dei contagi si è verificata a novembre 2020: in concomitanza con la riapertura delle scuole, avvenuta a settembre.” Dati da mettere in correlazione, “considerato il periodo di latenza del virus. Ad ogni modo è da escludere che la causa della risalita dei contagi in novembre sia da attribuire al periodo estivo: se i contagi fossero avvenuti – ad esempio – in agosto, avremmo dovuto assistere a una risalita a fine settembre o inizio ottobre. Invece, come ripeto, sono avvenuti in novembre.” Tanto basta per mettere l’evento in correlazione “con la riapertura delle scuole e le elezioni”, conclude il presidente del Saues.

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