Liberati i marittimi italiani in Cina: l’annuncio di Luigi Di Maio

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Liberati i marittimi italiani in Cina: l’annuncio di Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri ha annunciato il ritorno dei 13 uomini bloccati nel porto di Huanghua dallo scorso 29 giugno

Luigi Di Maio
Liberati i marittimi italiani bloccati in Cina: l’annuncio di Luigi Di Maio (Foto: Getty)

Un altro passo avanti per quanto riguarda le missioni diplomatiche italiane dell’ultimo periodo. Dopo il rimpatrio dei pescatori rimasti sequestrati per 108 giorni in Libia, è notizia di queste ore l’autorizzazione ottenuta dalla Cina per il ritorno dei 13 marittimi. Erano rimasti bloccati dallo scorso 29 giugno a bordo di due navi a Huanghua, città costiera nella provincia di Hebei. A darne conferma è stato lo stesso ministero degli Esteri Luigi Di Maio.
Le due navi sono rimaste ferme per mesi a largo delle coste cinesi per una disputa commerciale tra la Repubblica Popolare e l’Australia. Ciò ha impedito di scaricare la merce delle imbarcazioni e di far tornare a casa gli equipaggi, a causa delle nuove misure per la pandemia. Un’odissea durata più di un anno che è giunta finalmente al suo atto finale.

Le due navi, di proprietà di compagnie napoletane, si trovano 13 marittimi italiani, provenienti da Napoli, Vico Equense, Sant’Agnello, Procida e Monte di Procida.

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Liberati i marittimi italiani in Cina: l’annuncio di Luigi Di Maio su Facebook

Rientro pescatori italiani
Liberati i marittimi italiani in Cina: l’annuncio di Luigi Di Maio (Foto: Getty)

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha voluto sottolineare in prima persona il risultato ottenuto attraverso un post su Facebook.

“I 13 marittimi italiani bloccati in Cina potranno ritornare in Italia – esordisce Di Maio -.
Ho comunicato la notizia in una lettera inviata prima di Natale ai sindaci che mi avevano chiesto un intervento per riportare in Italia i nostri connazionali”.

Poi aggiunge: “Lavorare in silenzio e con umiltà, senza proclami, porta importanti risultati.
È un onore servire il mio Paese e sono grato al nostro Corpo Diplomatico che nonostante le difficoltà legate alla pandemia non si sta risparmiando. Un grazie anche al Governo cinese per aver risposto alla nostra richiesta”.

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