Covid, Russia e Cina partono con le vaccinazioni: la situazione

Covid, Russia e Cina partono con le vaccinazioni: le dosi messe a disposizione dai due Paesi non sarebbero però state ancora approvate dalle autorità sanitarie internazionali

Vaccino Covid
Covid, Russia e Cina partono con le vaccinazioni: la situazione (Foto: Getty)

La corsa al vaccino è arrivata alle battute conclusive. Mentre in Europa si discute sulla decisione della Gran Bretagna di iniziare la distribuzione con anticipo rispetto a quanto stabilito dalla Commissione UE, in Russia e Cina sono già avanti. I due colossi comunisti, hanno già provveduto a vaccinare diverse centinaia di migliaia di cittadini ciascuno. L’intento è quello di proseguire a ritmo sostenuto nelle prossime settimane.

Putin ha stabilito che i primi ad essere coperti dalla cura debbano essere gli operatori medici, gli insegnanti e i soggetti maggiormente a rischio per condizioni di salute ed età.

L’unico dettaglio non proprio da tralasciare è che tutti i vaccini fin qui utilizzati non sono stati approvati dalle autorità sanitarie internazionali. Non è chiara quindi ancora al 100% l’efficacia delle dosi e le eventuali controindicazioni. La fase di sperimentazione infatti non è del tutto completata.

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Covid, Russia e Cina partono con le vaccinazioni: dosi non approvate già somministrate

Vaccinazioni Russia e Cina
Covid, Russia e Cina partono con le vaccinazioni: dosi non approvate già somministrate (Foto: Getty)

A Mosca le prime vaccinazioni sono partite lo scorso 5 dicembre. L’immunizzazione su larga scala dal Covid-19 intrapresa dalla Russia porta con sè però alcuni dubbi. I test di efficacia dello Sputnik V devono ancora essere superati e la sicurezza del prodotto non è ancora certificata in base ai protocolli internazionali.

Putin nel frattempo rilancia, dichiarando che 2 milioni di dosi sono già pronte per essere somministrate nei prossimi giorni. Attualmente già 100.000 persone sono state vaccinate, in modo gratuito e volontario. La fascia d’età coinvolta è tra i 18 e i 60 anni, con un buono stato di salute e senza malattie croniche.

Al contempo in Cina, i farmaci per la protezione disponibili sono ben cinque.
Più di 1 milione di operatori sanitari e altri soggetti a rischio hanno ricevuto le prime dosi, all’interno di una campagna sperimentale voluta dal governo di Pechino.

Solo uno sviluppatore, Sinopharm, ha però dichiarato a novembre di aver richiesto l’approvazione della sua cura dalle autorità estere. Resta il dubbio che i rigidi protocolli stabiliti da Usa ed Europa non vengano soddisfatti da queste prime forme sperimentale, creando uno squilibrio nei tempi di vaccinazione.