Covid-19, Mara Carfagna in isolamento: contatti con un positivo

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Mara Carfagna è in isolamento domiciliare: brutta sorpresa quest’oggi per la vicepresidente della Camera. La deputata è in attesa del tampone dopo aver avuto contatti con una persona risultata positiva. 

Mara Carfagna

Mara Carfagna è in isolamento fiduciario in attesa del tampone. La vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, neo mamma da meno di un mese per la prima volta a 44 anni, è attualmente in quarantena dopo aver avuti contatti con una persona risultata successivamente positiva al Covid-19.

A riferirlo è Carlotta Sabatino, portavoce dell’ex ministro. Ecco spiegato, dunque, la sua assenza di quest’oggi per la conferenza stampa con Elena Bonetti a Montecitorio. Inevitabile apprensione anche per la piccola Vittoria, la bambina nata lo scorso 27 ottobre dall’amore col compagno 53enne Alessandro Ruben, sperando in un verdetto negativo nelle prossime ore.

Marta Fascina Berlusconi

Mara Carfagna in isolamento fiduciario

Nel frattempo il sospetto di una problematica coronavirus era giunto eccome, poiché per nulla al mondo avrebbe rinunciato all’incontro pubblico con la ministra per le pari opportunità. La Carfagna, del resto, via social aveva già ribatido la sua importanza sul tema soprattutto in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

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“La violenza non avviene solo nel chiuso delle case altrui, ci riguarda tutti. E tutti dobbiamo impegnarci perché scompaia al più presto, per consentire a bambine, ragazze, donne di vivere libere e in pace”, ha commentato nel finale di un primo post. In un successivo messaggio, invece, la politica chiede giustizia per una famiglia devastata da un femminicidio.

“Il 9 dicembre la Corte d’Appello di Messina dovrà decidere se concedere il risarcimento dei danni ai tre orfani di Marianna Manduca, uccisa nel 2007 dall’ex marito. Nonostante le 12 denunce di Marianna, nessuna autorità fece nulla per fermare in tempo la mano dell’uomo. E oggi l’Avvocatura dello Stato non vuole riconoscere questa responsabilità di fronte alla richiesta dei figli”, evidenzia con totale amarezza. “Mi appello al governo affinché fermi questa causa insensata”, è il grido di aiuto della donna verso lo Stato.

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