Brusio di Windsor, mistero risolto grazie al coronavirus

La pandemia di coronavirus e il conseguente lockdown, hanno permesso di risolvere il brusio della città di Windsor.

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Windsor è una città canadese che da qualche anno è al centro di un mistero che finalmente è stato svelato. Da molto tempo infatti, la maggior parte degli abitanti denuncia la presenza di un rumore di fondo costante a bassa risonanza che non va mai via. Un fenomeno che è stato denominato come “Il brusio di Windsor” per richiamarsi a alla città di taos in Messico, dove esiste una situazione analoga. Diversi esperti negli anni si sono interessati a questo storia, e di recente l’Università della città era riuscita a identificare nell’isola di Zug nel Michigan la provenienza di questo misterioso (e fastidioso) suono. E naturalmente, in questi anni è stata avanzata qualunque tipo di teoria a riguardo, come ad esempio quella di chi sostiene che si tratti di un esperimento segreto del governo.

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Brusio di Windsor, da cosa era causato

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Ma alla fine, grazie alla pandemia e al conseguente lockdown nei mesi di Marzo e Aprile il mistero è stato risolto. La maggior parte delle fabbriche sono state chiuse a causa della pandemia, tra cui uno stabilimento siderurgico che si trova nell’isola di Zug. E nel momento esatto in cui questo altoforno è stato spento, ecco accadere il miracolo: i cittadini di Windsor hanno smesso d’improvviso di avvertire quel fastidioso rumore che li ha perseguitati per anni. Oltretutto, una fortuita coincidenza vuole che la fabbrica è stato chiusa per essere riaperta in un’altra zona del paese. Motivo per cui, l’agonia per questa città sembra finalmente giunta al termine. Anche se purtroppo, molte persone di Windsor lavoravano in quello stabilimento e con la sua chiusura perderanno il posto di lavoro. E forse potendo scegliere, avrebbero volentieri continuato a sentire questo brusio tenendosi l’occupazione. 

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