Covid, torna a casa dopo 9 mesi in ospedale: la storia del 55enne di Lodi

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Il Covid-19 in questi mesi ci sta regalando storie di vita, come quella del 55enne di Lodi che è tornato a casa dopo nove mesi in ospedale: la testimonianza

Covid Ospedale
La storia di un uomo di 55 anni nel Lodigiano (via Getty Images)

Il Coronavirus, con molte probabilità, è una delle pandemia più dure che ha affrontato il genere umano. In questi mesi tremendi abbiamo visto diverse storie di vita, da chi c’è l’ha fatta, a chi ha lottato da asintomatico e quelle più tragiche ossia di coloro che hanno perso i propri cari colpiti dal virus. Oggi però vi andiamo a raccontare la storia di Stefano Lancilli, un poliziotto di 55 anni di Borghetto Lodigiano.

Stefano è stato uno dei primi casi di Covid-19 nel Lodigiano, con il virus che lo colpì e lo costrinse al ricovero in ospedale. Ciò che non sapeva al momento del ricovero è quando sarebbe uscito dall’ospedale, infatti da quel momento iniziò una permanenza al Covid-Hospital di ben nove mesi. Un’odissea finita solamente lo scorso 9 ottobre, quando fu finalmente dimesso dall’Ospedale. Andiamo quindi avedere la storia del poliziotto lodigiano, in ospedale per ben 9 mesi.

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Covid, 55enne in ospedale per nove mesi: ” E’ un virus duro, molto duro”

Covid ospedale
La storia del 55enne di Lodi (Getty Images)

Stefano Lancilli, poliziotto di 55 anni, ha così rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato della sua permanenza in ospedale. Infatti il poliziotto ha raccontato quanto siano stati travagliati gli ultimi mesi, ricordando come il virus sia un nemico duro da battere. Stefano faceva parte del primo focolaio di Codogno, quello che lanciò l’allarme all’intera nazione.

Solamente lo scorso venerdì il 55enne è uscito dall’ospedale e ad accoglierlo a casa ci ha pensato il questore Giovanni Di Teodoro. Lancilli ha ricordato che una volante lo ha scortato fino a casa. L’uomo ha ricordato come all’ingresso in ospedale gli fu diagnosticata una polmonite, poi trasformata in legionella. Inoltre a causa del diabete e dell’essere cardiopatico, il suo corpo non aveva sopportato la l’intubazione.

Infatti come ricorda la moglie, i medici gli avevano dato solamente 48 ore di vita, con la moglie che afferma che solamente un miracolo è risucita a salvare la pelle al marito. Lancilli inoltre ha spiegato quei tragici momenti in cui sentiva tutti i muscoli atrofizzati, ma soprattutto si sentiva paralizzato dal busto in giù. All’uscita dall’ospedale, los tato italiano gli ha anticipato il pensionamento, con l’uomo che adesso inizierà il processo di riabilitazione dopo aver perso ben 35 chili.

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L.P.

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