Pompei, pentita del furto restituisce tutto: il motivo è speciale

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Pompei, una donna pentita del furto di alcuni reperti 15 anni fa ha mandato un pacco per restituirli. “Mi hanno portato sfortuna”

Pompei, pentita del furto restituisce tutto (Getty Images)

Pompei, c’è posta per te. Di lettere e di pacchi, al sito archeologico più famoso d’Italia ne arrivano tutti i giorni ma quello che è arrivato dal Canada ha un sapore e un valore particolare. Contiene infatti alcuni reperti archeologici che erano stati trafugati durante una visita e ad accompagnare la refortiva restituita c’è anche una lettera.

La missiva è anonima ma racconta una storia avvolta nel mistero. In realtà il pacco non è nemmeno arrivato alla direzione del sito di Pompei, ma ad un’agenzia lì vicina. E le lettere raccontano tutto, a cominciare dalle sventure che hanno colpito la ladra pentita da quando è tornata oltreoceano con quello che aveva rubato.

Nel pacco due pezzi di anfora, due tessere di mosaico, un pezzo di ceramica e due lettere in inglese. Una confessione vera e propria che ha portato alla decisone del clamoroso gesto. I reperti erano stati rubati nel 2005: il gesto di una ragazza giovane, cjhe voleva portare con sè un ricordo di quel viaggio in Italia, solo che non tutto è andato secondo i suoi piani.

Ladri a Pompei, ma torna tutto indieto (Getty Images)

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Pompei, la ladra pentita confessa tutte le sfortuna che le sono capitate dopo il furto

Dopo quel furto, infatti, le è successo di tutto: “Ero giovane e stupida. Volevo avere un pezzo di storia che nessuno poteva avere”, spiega la donna. Allora avrebbe dovuto capire che portare a casa pezzi di una terra maledetta, di una città distrutta da una tragedia, non era un comportamento intelligente. Ma le sembrava un gesto innocente, non aveva immaginato le conseguenze.

Invece da quel giorno le è successo di tutto. Oggi ha 36 anni e ha dovuto affrontare per due volte cure per un tumore al seno finite con una doppia mastectomia. Inoltre sia lei che la sua famiglia hanno dovuto affrontare problemi finanziar e per questo è pentita. Non vuole che la maledizione di Pompei gravi ancora su di lei e i suoi eredi. Quindi “per piacere accettate questi reperti così da fare la cosa giusta per l’errore che ho fatto. Mi dispiace tanto, un giorno tornerò nel vostro bellissimo paese per scusarmi di persona”.

Ma c’era anche un’altra lettera, firmata da una coppia, Alastain e Kimberly G. (semptre che esistano effettivamente). Anche loro hanno pensato di restituire alcune pietre rubate a Pompei. Anche loro sonop profondamente pèentiti, anche loro chiedono perdono per un gesto inconsulto e chiedono perdono soprattutto ai morti che hanno disturbato.

Tutto il materiale è stato consegnato alla stazione dei carabinieri vicina al sito di Pompeti e ora il personale del sito lo sta esaminando. Ma per una volta il finale è a favore della storia e non di chi l’ha ignorata, perché porta sfortuna.

 

 

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