Referendum, Orlando: “Bisogna aprire nuova fase, non escludo rimpasto”

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Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, ha rilasciato un’intervista in cui ha parlato dell’imminente referendum e di un eventuale rimpasto di governo. 

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Duecentonove miliardi che rappresentano un’opportunità unica per l’Italia di ripartire dopo la crisi economica innescata dall’epidemia di coronavirus. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate da Andrea Orlando in un’intervista concessa a Radio 24.  Il vicesegretario del Pd ha affermato che “credo che a prescindere dalla riforma istituzionale non si tratti tanto di cambiare questo o quel ministro ma di aprire una fase nuova. Ci troviamo nella situazione di spendere 209 miliardi in un Paese che da molto tempo fa tagli e c’è una difficoltà a mettere in campo progettualità”. Per quanto invece riguarda l’indiscrezione che circola in questi giorni, secondo cui il Partito Democratico starebbe spingendo per un rimpasto di governo, Orlando ha dichiarato che “non escludo che possa esserci un effetto sull’assetto del governo ma non mi pare questo la cosa più fondamentale. Ora credo che si debba fare un tagliando per tener conto della fase nuova: non si tratta di dare peso a questo o quel partito ma di concentrarsi sui filoni che l’Europa considera centrali”.

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Orlando: “Il leader del Pd è Zingaretti”

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Ha negato invece la possibilità che Giuseppe Conte possa diventare un giorno una figura interna al Pd, o addirittura il leader del partito. Per Orlando “il leader del Pd è Zingaretti. Conte credo sia leader di una coalizione cui si riconosce di aver affrontato due passaggi non banali in modo positivo: il lockdown e il successo su tutto il fronte in Europa sul Recovery fund. Lo si vede anche dal fatto che la destra non spara più sull’Europa: è difficile farlo quando gli italiani leggono che arriveranno da lì 209 miliardi”. La battaglia politica con il centrodestra è invece  “aperta ovunque. Con un tasso alto di indecisi tutto può succedere. Peserà molto il Covid, la preoccupazione: bisognerà spiegare che si può andare a votare in sicurezza. Ma non credo che ci sarà una sconfitta in Toscana e Puglia. Bisogna dire a chi va a votare che non si vota per il Parlamento ma si sceglie a livello regionale degli amministratori”.

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