Citrobacter assassino a Verona, sospesi tre medici per i neonati morti

Tre medici sono stati sospesi all’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona per i neonati morti a causa del batterio presente nei rubinetti.

Terapia intensiva

Cominciano a cadere le prime teste nell’inchiesta sulla morte e il contagio di molti neonati con il Citrobacter ritrovato nei rubinetti dell’Ospedale di Verona. Quattro piccoli di pochi mesi sono morti in seguito ai devastanti danni provocati dal batterio nel loro sistema nervoso, molti altri sono rimasti disabili. La Direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata aveva avviato un’indagine interna parallela a quella della magistratura.

I nomi dei medici sospesi sono stati resi noti: Chiara Bovo, Direttore Sanitario dell’Azienda ospedaliera di Verona; Giovanna Ghirlanda, Direttore Medico; Paolo Biban, Direttore Pediatria.

Il Citrobacter si era diffuso tramite i rubinetti della Terapia intensiva neonatale utilizzati per sciogliere il latte in polvere da dare ai piccoli di poche settimane. In questo modo, il batterio si è annidato anche nei biberon utilizzati in reparto. Le ispezioni condotte fino a oggi hanno portato a galla scarsa igiene e cattiva applicazione delle procedure di salvaguardia sanitaria. La Regione Veneto ha attivato due commissioni di inchiesta per fare luce sulle cause della diffusione del patogeno.

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I pericoli del Citrobacter

Il ministero della Salute ha già inviato una visita ispettiva all’Ospedale di Borgo Trento di Verona per verificare queste carenze procedurali. Si stima che 90 neonati abbiamo preso il batterio nel reparto, di questi in nove sono rimasti cerebrolesi e quattro sono morti. Due mamme di vittime hanno inscenato una massiccia protesta per chiedere le dimissioni del Direttore Generale dell’Ospedale. Il Citrobacter ha la possibilità di elaborare il triptofano in indolo e fermentare il lattosio.