Coronavirus, riapertura delle scuole: il problema è la qualità dell’aria

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Coronavirus, riapertura delle scuole: il problema è la qualità dell’aria. La Società italiana di medicina ambientale lancia l’allarme a poche settimane dall’inizio delle lezioni

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Coronavirus, riapertura delle scuole: il problema è la qualità dell’aria (Foto: Getty)

Con l’estate che si avvia verso la conclusioni, tutte le attenzioni si iniziano a spostare sulla riapertura delle scuole. La nuova ondata di contagi provenienti dai luoghi di vacanza, riguardante principalmente i più giovani, ha riaperto il tema della sicurezza nelle aule. Il governo ha pianificato la partenza per il 14 settembre, lasciando un minimo di margine per ogni Regione. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha ribadito che con l’arrivo dei banchi singoli, verranno mantenute tutte le misure necessarie ad evitare infezioni. Ora però balza prepotentemente all’attenzione delle cronache un altro aspetto, ovvero quello della qualità dell’aria. 

A porre l’accento su questo è stata la Sima, Società italiana di medicina ambientale.

Il presidente Alessandro Miani ha espresso delle perplessità in materia: “Più che parlare dei banchi e dei presidi andrebbe affrontato il problema principale che è la qualità dell’aria“.

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Coronavirus, riapertura delle scuole: secondo la Sima il problema è la qualità dell’aria

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Coronavirus, riapertura delle scuole: il problema è la qualità dell’aria (Foto: Getty)

Miani pone l’accento sul discorso dell’aria nelle aule, aspetto fondamentale dal punto di vista medico.

Il vero punto è riuscire a garantire una qualità dell’aria ottimale in aula sia dal punto di vista chimico-fisico che microbiologico, con totale assenza di virus. Si può procedere anche attraverso la ventilazione meccanica assistita (VMC) che permette di filtrare l’aria indoor“.

Un discorso che riguarda anche la strategia del governo di investire il grosso dei fondi a disposizione sui banchi monoposto. “Anche garantendo un metro di distanza per i posti a sedere si rimarrebbe sempre al di sotto dei 2 indicati dall’OMS o dei 4 consigliati da Sima“.

Lo stesso vicepresidente della società di medicina ambientale, Prisco Piscitelli, aggiunge: “Se consideriamo la CO2 come indicatore, ogni bambino fino a 10 anni emette da seduto circa 14 litri di CO2 all’ora contro i 27 litri dei più ragazzi più grandi. L’aria viziata in classe rappresenta un problema noto che acquisisce nuova criticità nel caso ci fossero uno o più alunni portatori del virus in una classe senza ricambi d’aria adeguati“.

Un appello preciso al Comitato Tecnico Scientifico per affrontare il problema per tempo, evitando poi di dover ricorrere a misure tardive.

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