Mafia, a Palermo blitz della Polizia: colpito il clan Pagliarelli

La Polizia di Stato torna a colpire la mafia a Palermo. Questa mattina, le forze dell’ordine hanno compiuto 15 arresti nei confronti del clan Pagliarelli.

Mafia Palermo
La polizia colpisce il clan Pagliarelli (via Websource)

Altro duro colpo alla Mafia della Polizia di Stato, infatti questa mattina a Palermo le forze dell’ordine hanno compiuto un nuovo blitz. Nel mirino della Polizia il clan Pagliarelli, che oramai opera a lungo nella città siciliana. A compiere l’operazione ci hanno pensato le forze dell’ordine del Comando Provinciale, dopo l’ordinanza di custodia  cautelare ordinata dall’ufficio Gip del Tribunale del capoluogo siculo, su richiesta della Procura Distrettuale.

A dirigere l’operazione ci ha pensato Salvatore De Luca, Procuratore Aggiunto. I capi di reato imputati ai 15 arrestati sono: associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e vendita di droga, con aggravante delle finalità mafiose. Così è stata sgominata una cosca del clan Pagliarelli, in particolare la famiglia mafiosa di Corso Calatafimi. La Polizia, indaga sul clan dall’agosto 2018, con l’operazione “Cupola 2.0”.

Mafia, a Palermo il nuovo colpo della polizia: 15 arresti

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Il colpo delle forze dell’ordine (questuresulweb-polizia.it)

Così dopo una serie di indagini, durate poco più di due anni, le forze dell’ordine sono riusciti a colpire nuovamente il Clan Paglairelli. Infatti l’associazione mafiosa si era riorganizzata, puntando su nuovi uomini di fiducia.

A capo del clan c’era Filippo Annatelli, vertice della famiglia mafiosa di Corso Calatafimi. Annatelli interveniva in prima persona in caso di frizioni tra membri delle diverse consorterie, ma non solo. Infatti il capo mafioso manteneva anche i rapporti con le figure qualificate delle altre famiglie mafiose e demandava la gestione delle operazioni ad alti sodali.

Tra gli arresti poi ci sono altre tre figure importanti del clan, come: Mirino e Enrico Scalavino che gestivano i traffici e lo smercio delle sostanze stupefacenti e fungevano da intermediari. Infine gli ultimi due arresti di spicco sono Giuseppe Massa, soprannominato “Chen”, e Ferdinando Giardina. I due erano responsabili della fornitura degli stupefacenti ai pusher di livello inferiore ed inoltre riscuotevano i guadagni derivanti dallo spaccio.

L’operazione delle forze dell’ordine, infatti, è riuscita a rilevare anche una spaccatura all’interno di Cosa Nostra, in cui gli incassi dello spaccio andavano direttamente nelle casse dei boss di Cosa Nostra, senza passare dalle tasche degli spacciatori.

L.P.

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