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Il Censis ha reso pubblica un’analisi su quelle che sono le migliori università italiane: Bologna, Padova e Firenze in avanti. Male invece Napoli con la Federico II

migliori università italiane
migliori università italiane

Il Censis ha stilato la classifiche delle migliori università italiane seguendo dei parametri precisi: numero di iscritti, valutazione servizi erogati, borse di studio, interventi in favore di studenti, disponibilità strutture, servizi digitali, comunicazione e livello di internazionalizzazione. Da quest’anno, rispetto agli scorsi, sono state introdotte le categorie di occupabilità dei laureati ed è stata fatta una mappatura degli atenei che dispongono della carriera alias, uno strumento lgbt-friendly che agevola le persone in transizione di genere.

La ricerca mostra come siano aumentati gli immatricolati negli atenei del Nord, mentre il Centro ha perso l’1,2% di iscritti ed il Sud lo 0,1%. La perdita del Mezzogiorno sarebbe spiegata dal fenomeno dei ‘fuori sede’. Circa il 23% degli studenti nell’ultimo anno è andato a studiare in una regione differente da quella di residenza.

L’effetto del coronavirus, comunque, potrebbe portare un calo generale di circa 9500 iscritti sul totale per il prossimo anno. Per evitare che questo accada servono misure mirate in favore degli studenti. Allo stesso tempo i risvolti del virus potrebbero acquietare la situazione riguardante la scelta di studiare in una regione differente da quella di residenza.

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Classifica migliori Università italiane per grandezza degli atenei

migliori università italiane
migliori università italiane

Bologna è al primo posto tra i mega atenei statali con un punteggio di 90,8. A seguire c’è Padova con 88,7 e Firenze al gradino più basso del podio. La Sapienza di Roma rimane stabile al quarto posto, migliorando nelle borse di studio. L’Università di Torino, invece, sale dal settimo al quinto posto superando Pisa che cala di una posizione. Male Napoli con l’Università Federico II che si ritrova all’ultimo posto preceduta da Catania. Terz’ultima invece l’Università di Bari.

Tra i grandi atenei statali (quelli tra i 20 ed i 40mila iscritti) c’è Perugia al primo posto, mentre al secondo c’è la Calabria ed al terzo Parma. Al quarto Pavia ed al quinto Modena che scalza Cagliari che a sua volta finisce in nona posizione. Persi 13 punti per ciò che riguarda le borse di studio. Netto miglioramento per l’Università di Salerno che guadagna otto posizioni. Chiudono la classifica a pari punti le Università della Campania, di Chieti e Pescara.

I medi atenei statali (10-20 mila iscritti) vedono Trento in vetta con un incremento totale di 16 punti nelle varie categorie. Spodestata l’Università di Siena che passa in seconda posizione. Trieste ed Udinese, con lo stesso punteggio, si piazzano subito dietro. Calo importante per Sassari che da 2a finisce al quinto posto. Chiudono la classifica la Parthenope di Napoli, terz’ultima, la Magna Graecia di Catanzaro, penultima, e L’Orientale di Napoli ultima.

Tra i piccoli atenei statali, i quali contano fino a 10mila iscritti, Foggia e Cassino rimangono rispettivamente in seconda e terza posizione. Al primo c’è Camerino. Il quarto e il quinto posto sono occupati dalle Università della Basilicata e dell’Insubria. In penultima e ultima posizione ci sono rispettivamente l’Università del Sannio e l’Università del Molise.

Tra i politecnici, Milano è al primo posto e Torino al secondo. Terza posizione per lo Iuav di Venezia, seguito in ultimo da Bari.

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